Gioia in mezzo alle avversità
Compilazione
Avversità e scoraggiamento sembrano andare mano nella mano. Che arrivino sotto forma di difficili diagnosi mediche, qualche specie di crisi familiare, problemi finanziari, dipendenza e comportamento disfunzionale o una pandemia mondiale, i momenti difficili possono bruciare forza, coraggio e risolutezza e lasciarci esausti e sconfitti. Ripensando allo scorso anno, ho dovuto ammettere di essere stato spinto e tirato in tanti modi diversi che non mi aspettavo né volevo. Anche se io non l’avrei scelto (come penso nessuno di noi avrebbe fatto), un frutto innegabile di questi momenti difficili è stato che mi ha costretto a immergermi nel Signore. […] Mi ha insegnato di nuovo quanto Dio sia consapevole della nostra situazione, come operi in mezzo a tutto quanto e come ci dia ciò che è necessario per avvicinarci sempre di più all’immagine di Gesù.
Ho imparato la Preghiera del Signore mentre crescevo nella chiesa e ho recitato quella preghiera insieme a tutti gli altri. Per molto tempo non ho veramente capito quello che stavo pregando e dicevo alcune parola sbagliate. Quando però sono maturato nel mio rapporto con il Signore, quella preghiera ha acquisito sempre più significato. «Venga il tuo regno» (non il mio); «sia fatta la tua volontà» (non la mia); aiutami a perdonare quelli che devo perdonare; «non indurmi in tentazione»; e la mia parte preferita: «dacci oggi il nostro pane quotidiano», ovvero: «Signore, sostienimi oggi con ciò di cui ho bisogno» (Matteo 6:10–13).
Questa preghiera è stata una […] roccia di verità a cui appoggiarmi in questi tempi difficili. Una cosa che però non avevo mai notato prima è uno dei motivi per cui Gesù ci incoraggia a fare questa preghiera.
In Matteo 6:8, Gesù ci dice questo, prima di introdurre il Padre Nostro: «Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate». […]
Dio vede me. Dio vede te. Sa che pesi portiamo e di cosa abbiamo bisogno che ci sostenga oggi. Una promessa dolcissima, specialmente in mezzo ai nostri tentativi di vivere da persone disastrate in questo mondo disastrato e stravolto.
Perché Dio ci vede e ci conosce, possiamo pregare: Venga il tuo regno, non il mio… sia fatta la tua volontà, non la mia… non indurmi in tentazione… Dio, dammi oggi ciò di cui ho bisogno per sostenermi mentre ti seguo. Pregare in questo modo ci libera dal nostro bisogno di controllare le situazioni esterne in cui ci imbattiamo; ci permette di confidare semplicemente nel nostro Buon Padre Celeste e seguirlo. —Andy Petry1
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Giobbe provò grande dolore e tristezza, nonostante non ne avesse alcuna colpa. Gli vennero strappati via la salute ed i suoi dieci figli, in una sola volta, lasciandolo seduto su un cumulo di ceneri, con il corpo ricoperto di piaghe (Giobbe 1–3). A peggiorare le cose, i suoi tre «amici» andarono da lui per consolarlo, accusandolo di aver peccato contro Dio. Perché, altrimenti, ragionavano loro, un uomo si sarebbe trovato in tali circostanze? Ma come Dio rivelò a Giobbe e ai suoi amici, a volte Egli causa o permette circostanze che provocano dolore e tristezza nelle nostre vite, per i suoi scopi santi. E, a volte, non ci spiega neppure le sue ragioni (Giobbe 38–42).
Il salmista ci dice: «La via di Dio è perfetta» (Salmi 18:30). Se le vie di Dio sono «perfette», allora possiamo confidare nel fatto che qualsiasi cosa Egli faccia, e qualunque cosa Egli permetta, sia allo stesso modo perfetta. Potrebbe non sembrarci possibile, ma le nostre menti non sono la mente di Dio. È vero che non possiamo aspettarci di capire perfettamente la Sua mente, in quanto Egli ci ricorda: «“Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie’, dice il Signore. “Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri”» (Isaia 55:8–9). A volte, la volontà perfetta di Dio include tristezza e sofferenza per i suoi figliuoli. Ma possiamo gioire del fatto che Egli non ci tenta oltre la nostra capacità di sopportare e ci fornisce sempre una via per sfuggire al peso di dolore che dobbiamo sopportare temporaneamente (1 Corinzi 10:13).
Nessuno ha mai patito una sofferenza più grande di quella provata da Gesù, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza» (Isaia 53:3). […] Tutto il suo ministero fu caratterizzato dalla sofferenza che provava per via della durezza del cuore degli uomini e della loro incredulità, dell’opposizione dei leader religiosi, e persino dell’incostanza dei Suoi stessi discepoli, per non menzionare le tentazioni di Satana.
La notte precedente alla sua crocifissione, Egli era «profondamente triste, fino alla morte» mentre contemplava l’incombente ira e la giustizia di Dio, le quali si sarebbero riversate su di Lui quando sarebbe morto per la sua gente. Tanto grande era la sua agonia, che iniziò a sudare grandi gocce di sangue (Matteo 26:38; Luca 22:44). Naturalmente, il dolore più atroce della sua vita fu sulla croce, quando suo Padre nascose il suo volto al Figlio, facendo gridare a Gesù in agonia: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27:46). Sicuramente, nessuna sofferenza nostra si potrà mai paragonare a quella del Salvatore.
Ma proprio come Gesù fu riportato alla destra del Padre dopo aver sopportato la sofferenza, allo stesso modo possiamo essere certi che nelle difficoltà e nei momenti di tristezza, Dio usa l’avversità per renderci più simili a Cristo (Romani 8:29; Ebrei 12:10). Nonostante la vita tra l’umanità peccatrice di questo mondo non sia mai perfetta, sappiamo che Dio è fedele e che, quando Cristo ritornerà, il dolore verrà rimpiazzato dalla gioia (Isaia 35:10). Ma, nel frattempo, usiamo il nostro dolore per glorificare Dio (1 Pietro 1:6–7) e riposiamo nella grazia e nella pace del Signore Dio Onnipotente.—GotQuestions.org2
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Molte cose che a noi sembrano problemi e avversità sono in realtà doni di Dio confezionati in modo strano.
Si racconta di una donna che amava molto il Signore e non desiderava altro che fare ciò che gli era gradito. «Farò con gioia qualunque cosa mi chiederai», gli promise, sperando segretamente di ricevere un incarico nobile e vistoso.
Rimase sgomenta quando Lui le mise in mano un pesante sacco di iuta, chiedendole di portarlo mentre percorrevano insieme la strada della vita. Lei si chiese con curiosità quale fosse il contenuto del sacco, ma esso era avvolto strettamente con una corda robusta, con tanti nodi complicati. Era chiaro che non era il momento di aprirlo.
Mentre s’incamminavano, la donna cadde sotto il peso del suo fardello. «È troppo pesante!» protestò.
«La mia potenza si dimostra perfetta nella tua debolezza, ed io sarò sempre al tuo fianco», la rassicurò Gesù. «Quando la strada si fa troppo ripida o ti senti debole, appoggiati a Me».
Così proseguirono insieme il cammino e le cose andarono proprio come le aveva detto Gesù. A volte la donna si fermava e gli confidava che il peso era troppo da portare da sola, così lo reggevano insieme.
Alla fine, arrivarono alla loro destinazione finale. La donna mise il sacco ai piedi di Gesù e tirò un sospiro di sollievo; aveva finito di portare il suo carico.
«Vieni mia cara, vediamo cosa contiene», disse Gesù con un luccichio negli occhi. Al tocco della sua mano i nodi si sciolsero, il sacco si aprì e il suo contenuto si rovesciò fuori.
«Le ricchezze del Paradiso!» esclamò la donna mentre i suoi occhi si saziavano della bellezza di quei tesori ultraterreni.
«Questa è la ricompensa eterna che ti ho preparato. È il mio dono per ringraziarti di tutto quello che hai passato e di tutto quello che hai sofferto per me», spiegò Gesù.
Lo stupore si trasformò in lacrime di gioia. La donna si gettò ai piedi di Gesù e disse: «Perdonami, Signore; per tutti questi anni non avevo capito. Se solo avessi confidato in Te senza dubitare o protestare! Se solo avessi capito cosa c’era nel sacco per me sarebbe stata una gioia portarlo».
Allo stesso modo, il Signore forse sta preparando per te un tesoro prezioso, come ricompensa per aver portato il carico che ti ha affidato.
Forse ti guardi intorno e vedi altri i cui pesi sembrano molto più leggeri dei tuoi; forse vorresti essere al loro posto. Ma se Dio ti concedesse questo desiderio, potresti scoprire che il loro fardello è ancora più pesante del tuo perché non era stato concepito per te. Ogni carico è fatto a misura del suo portatore ed è preparato con il massimo amore e la massima cura. Dio sa esattamente cosa ti serve. Confida in Lui. —Shannon Shayler
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Possiamo forse pensare che al suo cuore
piaccia causarci anche un solo istante di dolore?
No di certo! Ma Egli vede di là della nostra croce
la beatitudine di un premio dall’eterno valore.
—A. F. Ingler
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 22 novembre 2022.
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