Incoraggiamento per correre la nostra gara
Compilazione
Immagina di essere un corridore alle Olimpiadi. Il tuo allenatore è a bordo campo a guardarti. Le tribune sono piene di amici e parenti che ti incitano. Ti sei allenato, hai fatto pratica e ora sei pronto a correre la gara. La Bibbia usa questa immagine per illustrare la vita di un cristiano.
«Anche noi, dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti» (Ebrei 12:1). Allenarsi e correre in una gara non è facile. È un lavoro duro. Ci vuole un grande sforzo per rafforzare le proprie capacità durante la preparazione; la gara vera e propria, poi, è estenuante.
È molto facile scoraggiarsi e arrendersi. Anche la vita di un cristiano è così, con tante prove e difficoltà lungo il percorso. […] [La nostra] fonte di incoraggiamento è il nostro Salvatore. «Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo» (Ebrei 12:2–3).
Gesù è come il nostro allenatore. Sì, Lui era ed è il divino Figlio di Dio, ma non è venuto sulla terra come un essere sovrumano che camminava su una nuvola a qualche spanna dal suolo, né ha vissuto come un re in un palazzo con privilegi speciali; è venuto come uno di noi, «assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini» (Filippesi 2:7). […] Perciò dobbiamo riflettere su ciò che Gesù ha sopportato per non stancarci e scoraggiarci. […]
Siamo tutti impegnati in una corsa da qui all’eternità. O corriamo lungo la via larga che conduce alla distruzione eterna, oppure percorriamo la via stretta e angusta che conduce alla vita eterna (Matteo 7:13–14). A volte, la via stretta e angusta può risultare ardua, con varie difficoltà che ci scoraggiano; ma Dio ci offre incoraggiamento con quel grande numero di testimoni, con l’esempio di suo Figlio Gesù, con il conforto delle Scritture e la consapevolezza del suo amore. […]
Con questo tipo di incoraggiamento, deponiamo «tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, e corriamo con perseveranza la corsa che ci è sta davanti». —Wayne S. Walker1
Correre con perseveranza
L’autore della Lettera agli Ebrei dice che […] dobbiamo «correre con perseveranza la corsa che ci è posta davanti». La perseveranza implica che la vita cristiana è paragonabile più a una maratona che a uno sprint. Richiede impegno, dedizione e forza d’animo. Non può essere portata a termine senza preparazione o allenamento — altrimenti ci esauriremo in men che non si dica. Pensateci: non si corre una maratona senza alcuna preparazione. Non ci si presenta semplicemente il giorno della gara aspettandosi di ottenere buoni risultati. Al contrario, ci si iscrive con mesi di anticipo, a volte anche con un anno di anticipo. Si studia che tipo di percorso sarà, se sarà collinare o pianeggiante, se farà caldo o freddo e così via.
Allo stesso modo, nella vita cristiana dobbiamo prepararci per ciò che ci aspetta. È ciò che significa «calcolare il costo» del seguire Cristo. C’è un prezzo da pagare. Non sarà facile. Il discepolato richiede perseveranza. Seguire Gesù comporterà prove e tribolazioni, ma non possiamo permettere che questi ostacoli ci facciano desistere. Infatti, se li prevediamo e siamo preparati per affrontarli, grazie alla potenza dello Spirito non ci arrenderemo. Per questo sia Pietro che Giovanni ci esortano: «Non lasciatevi disorientare» o «non vi meravigliate» davanti alla corsa che dobbiamo compiere (1 Pietro 4:12; 1 Giovanni 3:13). Quando vedremo il percorso che ci sta davanti, non ne saremo sorpresi. Saremo pronti a correre, qualunque cosa accada.
In Luca 9, un aspirante discepolo pieno di entusiasmo si avvicina a Gesù e proclama: «Ti seguirò ovunque andrai» (Luca 9:57). Poi, però, Gesù gli spiega la natura del percorso che lo attende: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» (Luca 9:58). Gesù gli stava dicendo che quello era il tipo di vita a cui avrebbe dovuto dedicarsi, se avesse voluto seguire il Figlio dell’uomo. In altre parole, Gesù gli stava spiegando che non si trattava di una passeggiata facile, né di uno sprint veloce. Era una maratona estenuante che avrebbe richiesto resistenza. Il sottinteso del brano è che, dopo aver sentito queste parole, l’uomo rinunciò a Cristo. Non era pronto a correre con perseveranza.
Sei pronto per la corsa che ti sta davanti? Sarà lunga, anzi, durerà tutta la vita. Richiederà perseveranza. Ma la buona notizia è che la perseveranza viene da Dio stesso. Dio ci dà la forza per qualunque cosa ci chieda di fare. Paolo ce lo ricorda nella lettera ai Colossesi. Dice che noi, come cristiani, veniamo «fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti» (Colossesi 1:11). —Jonathan Landry Cruse2
Non corriamo da soli
Spesso la nostra vita di fede è paragonata a una corsa o a un viaggio. Innumerevoli canzoni, libri e sermoni si basano su questi concetti. Siccome mi piace correre, traggo ispirazione dal versetto «corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù» (Ebrei 12:1–2). Recentemente, però, l’ho visto da una prospettiva nuova.
Ho sentito la storia di un ragazzo paralizzato e in grado di muovere soltanto la testa. Chiaramente gli era impossibile fare qualunque tipo di attività “sportiva”, però non si è rassegnato. Quando ha sentito di una corsa di 5 km organizzata per raccogliere fondi per un amico che era rimasto paralizzato anche lui in seguito a un tragico incidente, ha avuto un’idea audace. Con l’aiuto di una tecnologia che gli permette di scrivere messaggi con gli occhi e la testa, ha detto a suo padre: «Voglio fare quella corsa».
Invece di fargli notare l’impossibilità di quel piano, suo padre ha costruito un carrello in cui il figlio poteva mettersi e l’ha tirato lungo tutti i 5 km. Alla fine della corsa, il ragazzo ha scritto un altro messaggio: «Questa è la prima volta che non mi sono sentito handicappato». Così l’hanno fatto di nuovo. E ancora. E ancora.
Fino a oggi quel padre ha partecipato con suo figlio a oltre trecento corse — compreso maratone e gare di triathlon. Corre a piedi, nuota e corre in bicicletta, tirando, spingendo e portando suo figlio a ogni passo. Perché? Semplicemente perché vuole bene a suo figlio e vuole che sia felice. Il figlio non ha fatto niente di particolare per meritarsi quell’amore. È suo figlio e quella è l’unica cosa che importa.
Noi siamo figli e figlie del nostro Padre celeste e ciò significa che non dobbiamo andare avanti da soli quando siamo stanchi. Possiamo cadere tra le sue braccia e Lui ci porterà. È quello il significato del versetto «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5).
In qualsiasi difficoltà ci troviamo, qualsiasi problema incontriamo, il suo amore per noi non vacilla. Lui è sempre lì, pronto ad aiutarci a raggiungere ogni obiettivo; e un giorno attraverseremo il traguardo insieme. —Chris Mizrany
Andare fino in fondo
La Bibbia paragona la vita cristiana a una corsa di lunga distanza. Nei momenti difficili, potremmo avere la sensazione di correre una maratona. Ci sentiamo stanchi e assetati e dubitiamo di riuscire ad arrivare al traguardo.
Ma non siamo mai soli in questa lotta. Oggi voglio incoraggiarvi ricordandovi che abbiamo «una grande schiera di testimoni» che ci incita dallo stadio celeste: grandi uomini e donne che hanno già corso la loro corsa e l’hanno portata a termine trionfalmente. Questi sono i nostri fratelli e sorelle maggiori in Cristo e sono moltissimi!
Consideriamo i primi due versetti di Ebrei 12: «Anche noi, dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio».
Quando ho letto questo versetto per la prima volta, mi è venuta in mente l’immagine di santi che camminavano su soffici nuvole lassù nei cieli, ma poi ho letto un interessante commento del docente biblico Rick Renner. È uno studioso di greco e ha spiegato il vero significato del riferimento alle nuvole nella lingua greca originale.
«Il nugolo», le nuvole, si riferiva ai posti più alti in cima a uno stadio sportivo. Quindi il versetto si riferisce alle tribune del cielo. I santi che ci hanno preceduto ci circondano da ogni parte mentre entriamo nell’arena e ci incitano. Sono persone proprio come noi, che hanno mantenuto salda la loro fede e ora sono glorificate in Cielo! […]
I santi del passato erano persone proprio come noi, che hanno superato le loro prove e hanno compiuto ciò a cui Dio li aveva chiamati. Hanno affrontato compiti che sembravano impossibili; sono rimasti saldi e hanno attraversato il fuoco e l’acqua, giungendo alla loro destinazione celeste con la missione compiuta. Hanno ricevuto lodi clamorose da Dio stesso. […]
La grande nuvola di testimoni è composta sia da uomini che da donne che hanno avuto successo contro ogni previsione e hanno portato a termine i loro compiti terreni perché hanno confidato che la potenza di Dio li avrebbe sostenuti. Hanno fissato lo sguardo su Gesù invece che sugli ostacoli che incontravano.
Quindi, se sai che Dio ti ha affidato un compito, o un dono da usare per l’edificazione del suo Regno qui sulla terra, puoi trarre ispirazione da questi splendidi esempi di fede. Questi grandi uomini e donne hanno percorso la stessa strada spirituale che percorriamo noi oggi; erano pellegrini proprio come noi. Hanno affrontato attacchi di paura e scoraggiamento — persino persecuzioni — ma hanno tirato dritto verso la vittoria, attingendo la loro forza dallo Spirito Santo. […]
Quindi, tirate dritto, regali figli e figlie dell’Altissimo Dio. Fissate lo sguardo su Gesù e correte verso il traguardo. Usate tutti i vostri talenti per la sua gloria. Tutto il Cielo vi sta incoraggiando! —Lyn Alderson3
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 6 ottobre 2026.
1 Wayne S. Walker, “Encouragement in Running the Race”, www.bible.ca, November 2011, https://www.bible.ca/ef/expository-%20hebrews-12-1-11.htm
2 Jonathan Landry Cruse, “4 Good Ways to Run the Christian Race Well”, beautifulchristianlife.com, 29 aprile 2024, https://beautifulchristianlife.com/blog/4-good-ways-to-run-the-christian-race-well
3 Lyn Alderson, “Heaven Is Cheering You On—So Run the Race of Your Life!” maryschildinchrist.org.uk, 28 ottobre 2019, https://www.maryschildinchrist.org.uk/heaven-is-cheering-you-on42a8fdb0
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