Vestitevi di mansuetudine
Compilazione
Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. —Colossesi 3:12
Camminavo in un campo all’alba e ho notato in lontananza qualcosa che scendeva dolcemente dal cielo. Sono andato a raccoglierla. Era la minuscola piuma di un uccello. Mi sono guardato intorno. Non c’erano uccelli in vista. Bene, non sto cercando di essere misterioso o iper-spirituale, perché so che era una piuma normale, probabilmente proveniente da una colomba, ma il modo delicato in cui è caduta dal cielo ha davvero parlato al mio spirito.
La dolcezza, o mansuetudine, o mitezza. Sapete che è uno dei frutti dello Spirito che si trovano in Galati 5? È proprio lì, proprio tra «fedeltà» e «autocontrollo». Ad essere onesti, è uno dei frutti dello Spirito a cui penso raramente. Ero a una funzione in chiesa; nel suo sermone il predicatore stava snocciolando i frutti dello Spirito e ha tralasciato la «mansuetudine». Non me ne sono nemmeno reso conto e non credo che altri se ne siano accorti, finché qualcuno in prima fila non ha detto: «Ha saltato la mansuetudine». È stato un momento significativo per me, perché non mi ero nemmeno reso conto che fosse stata tralasciata.
Anche nel caso in cui dovessero affrontare una persona che ha fatto loro del male, i cristiani dovrebbero essere noti per il loro comportamento mite. Se lo Spirito Santo (la colomba celeste) è in noi, ci mostrerà come essere mansueti. Ricordate cosa disse Gesù ai suoi discepoli quando li mandò a predicare? «Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Matteo 10:16). —Greg A. Lane1
Un quadro perfetto
Galati 5:22–23 afferma che lo Spirito Santo opera in noi per renderci più simili a Cristo (Efesini 4:14–16). Parte del frutto, o dei risultati, di tale opera è la mansuetudine. La mansuetudine, tradotta anche con «mitezza», non significa debolezza. Implica piuttosto umiltà e gratitudine verso Dio, nonché un comportamento cortese e moderato nei confronti degli altri. Gli opposti della mansuetudine sono la rabbia, il desiderio di vendetta e l’esaltazione di sé. […]
Quando siamo pieni di quel frutto dello Spirito che è la mansuetudine, correggeremo gli altri con serenità invece di discutere con risentimento e rabbia, sapendo che la loro salvezza è molto più importante del nostro orgoglio (2 Timoteo 2:24–25). Perdoneremo prontamente, perché qualsiasi offesa nei nostri confronti non è nulla in confronto alle nostre offese contro Dio – offese che Egli ha già perdonato (Matteo 18:23–35). […]
Gesù ci ha dato l’immagine perfetta della mansuetudine: «Ecco, il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un’asina» (Matteo 21:5), e ora ci offre in dono la sua mansuetudine. Se permettiamo allo Spirito Santo di guidarci, saremo ricolmi del frutto della mansuetudine. —GotQuestions.org2
Cosa significa per me
Nel testo originale greco la parola mitezza è prautes. È stata tradotta sia come mansuetudine che come dolcezza. Qui ho sintetizzato brevemente cosa significa per me questo concetto.
Sottomissione a Dio: Gesù è l’esempio perfetto di chi si dedica interamente a compiere la volontà di Dio, a qualunque costo. Anche di fronte al suo imminente arresto e alla sua esecuzione, disse al Padre: «Non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Matteo 26:39).
Mansuetudine significa pensare meno a ciò che voglio io e più a ciò che vuole Dio.
Disponibilità ad imparare: se il fisico, matematico, astronomo e filosofo Galileo Galilei (1564–1642) poteva dire: «Non ho mai incontrato un uomo così ignorante dal quale non abbia potuto imparare qualcosa», quanto più lo si può dire di me!
Mitezza significa non pensare di saperne abbastanza o di essere troppo bravo o troppo importante per imparare dagli altri.
Riguardo: quando il fratello e la sorella di Mosè attaccarono la sua posizione di leader degli Israeliti, lui rimase mite nei loro confronti e lasciò che fosse Dio a occuparsi della situazione. Anche dopo che Dio lo ebbe discolpato, la sua unica preoccupazione era che Miriam venisse perdonata e guarita.3
La mitezza non è mai presuntuosa, è sempre benevola e cortese.
Né astiosa né debole: la mitezza non è mai astiosa, ma non è nemmeno debole. La mitezza si indigna al momento giusto, nella giusta misura e per le giuste ragioni.
«Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l’ira» (Proverbi 15:1). —Ronan Keane
Da dove viene la mansuetudine?
La mansuetudine viene «dall’alto» (Giacomo 3:17), dal «Padre delle luci», la fonte immutabile di ogni dono buono e perfetto (Giacomo 1:17). La mansuetudine è un dono divino concesso a dei peccatori indegni. Come per tutto ciò che abbiamo in Cristo – la nostra identità, i nostri doni, le nostre virtù – la mansuetudine è un dono che «si riceve, non si conquista».
Gesù Cristo è l’incarnazione suprema della mansuetudine che viene dall’alto perché è la Sapienza divina incarnata (Salmi 45:4; Matteo 11:29). Durante il suo ministero terreno, Gesù mostrò una mansuetudine suprema in quanto, «oltraggiato, non rispondeva con oltraggi» (1 Pietro 2:23), ma sofferse le conseguenze della nostra ira peccaminosa «nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pietro 2:24). […]
Avendo seminato il suo corpo nella terra attraverso la sua umiltà e la sua mansuetudine, Gesù raccolse per noi una messe di giustizia con la sua risurrezione, ascensione e intronizzazione alla destra del Padre (Giovanni 12:24; Giacomo 3:18), i cui frutti poi riversò su di noi nella persona dello Spirito Santo (Galati 5:22–23; Filippesi 1:9–11). Di conseguenza, la mansuetudine che viene dall’alto non solo è in Gesù Cristo, ma viene anche attraverso Gesù Cristo, che ci unge e ci dona «uno spirito di mansuetudine» (1 Corinzi 4:21; Galati 6:1)
Sebbene la mansuetudine sia un dono, una cosa che «si riceve, non si conquista», tuttavia può essere coltivata.
In questo contesto occorre evitare due errori. Da un lato, non dobbiamo pensare che la mansuetudine si possa raggiungere con le nostre sole forze. […] La mansuetudine è un «frutto dello Spirito», non un’opera della carne (Galati 5:22–23). Dall’altro, non dobbiamo pensare che la mansuetudine si possa raggiungere rimanendo passivi. […]
La mansuetudine, come tutte le grazie che ci appartengono mediante l’unione con Gesù Cristo, è un dono che deve essere attivamente ricevuto e fatto proprio attraverso la fede, la speranza e l’amore.
La mansuetudine si coltiva attraverso l’unione e la comunione con Gesù Cristo, [cosa] ben illustrata dalla metafora biblica del rivestirsi di Cristo nel battesimo. […] È anche una cosa di cui siamo esortati ad appropriarci attivamente, una cosa di cui siamo esortati a «rivestirci». […]
Se il vizio della collera è tra le afflizioni spirituali più gravi della nostra epoca, allora la virtù della mansuetudine è tra le medicine spirituali più necessarie. Sebbene esistano molti protocolli utili su come gestire la nostra partecipazione alla «macchina dell’indignazione» della cultura contemporanea (soprattutto quella dei social media), la cura profonda per i nostri mali non verrà semplicemente dall’adozione di tali protocolli di autocontrollo, ma dal perseguire la virtù della mansuetudine. […]
Sebbene sotto molti aspetti manchiamo il bersaglio quando si tratta della virtù della mansuetudine, è importante ricordare che Gesù Cristo è una fonte inesauribile di mitezza e che ci invita con dolcezza ad attingere liberamente alla sua pienezza inesauribile. […] Quando si tratta della virtù della mansuetudine, Lui è la vite e noi siamo i tralci (Giovanni 15:1–5). La forza della nostra virtù e della nostra crescita in quella virtù non risiede in noi, ma in colui alla cui presenza troviamo «tranquillità e sicurezza per sempre» (Isaia 32:17). —Scott Swain4
Riflessioni sulla mansuetudine
Nel nostro individualismo duro e puro, consideriamo che la mansuetudine sia una debolezza, sia l’essere molli e senza spina dorsale. Non è per niente così. La mansuetudine include qualità invidiabili come la forza sotto controllo, la calma e la tranquillità quando si è avvolti in un’atmosfera surriscaldata, il rilascio di effetti rassicuranti su chi potrebbe essere infuriato o fuori di sé e il tatto e la cortesia che spingono gli altri a mantenere la loro autostima e la loro dignità. ―Charles R. Swindoll
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Un cristiano rivela una sincera umiltà quando esibisce la mitezza di Cristo mantenendosi sempre pronto ad aiutare il prossimo, dicendo parole gentili e compiendo gesti altruistici che elevano e nobilitano il messaggio più sacro che sia mai stato dato al mondo. ―Ellen G. White
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La mitezza è la capacità di sopportare sgarbi e disapprovazione restando moderati, evitando di ricorrere subito alla vendetta, non lasciandosi provocare facilmente alla rabbia, ma restando liberi da risentimenti e litigiosità, mantenendo tranquillità e stabilità nello spirito. ―Aristotele
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La mansuetudine non è apatia, ma un’espressione aggressiva del nostro modo di vedere le persone. Ci sembrano così preziose che le trattiamo con gentilezza, temendo di fare il pur minimo danno a una persona per cui Cristo è morto. Essere indifferenti vuol dire consegnare le persone a elementi miseri e distruttivi; amarle sul serio, invece, ci rende aggressivamente gentili. ―Gayle D. Erwin
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Se lo zelo fosse bastato a sanare l’umanità, perché Dio la Parola s’incarnò in un corpo umano, usando gentilezza e umiltà per riportare il mondo a suo Padre? —Isacco di Ninive
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La mitezza non è debolezza. È tutto l’opposto. Conservare uno spirito mite in un mondo privo di cuore richiede un coraggio, una determinazione e una flessibilità straordinari. Non sottovalutare il potere della mitezza, perché è forza avvolta nella pace e in essa c’è il potere di cambiare il mondo. ―L. R. Knost
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Scelgo la mansuetudine. […] Con la forza non si vince niente. Scelgo di essere mansueto. Se dovessi alzare la voce, succeda solo per alzare lodi. Se dovessi stringere un pugno, succeda solo in preghiera. Se dovessi esigere qualcosa, lo esiga solo da me stesso. —Max Lucado
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 30 giugno 2026.
1 Greg A. Lane, My Morning Walks with God (Inspired Design & Graphics, 2016).
2 “The Fruit of the Holy Spirit—What is gentleness?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/fruit-Holy-Spirit-gentleness.html
3 Vedi Numeri 12:1–16.
4 Scott Swain, “Cultivating Gentleness in an Age of Outrage”, Desiring God, 12 dicembre 2019, https://www.desiringgod.org/articles/masters-of-self
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