Un inno in palestra

Aprile 27, 2015

Chris Mizrany

[Hymn in the Gym]

Questa mattina mi sono trascinato fuori da letto. Il sole non si è nemmeno alzato, perché dovrei farlo io?

Mentre rimuginavo su questo filo di logica, mi sono vestito, ho preso la borsa e mi sono incamminato a fatica fuori di casa.

Spero che qualcuno di voi simpatizzi con i miei sentimenti mentre vi spiego cosa stavo per fare. Stavo andando in palestra.

“Un momento!” direte voi. “Andare in palestra è una cosa speciale, meravigliosa, rinfrescante ed elettrizzante!” Be’, non era proprio come mi sentivo questa mattina. Era stata una settimana dura e alzarmi un po’ prima stava erodendo la mia “porzione di felicità” per il giorno.

Comunque, ho fatto il mio allenamento e sono arrivato nelle docce appena in tempo per prepararmi prima di tornare a casa. Ero distante mentalmente e stavo pensando alla giornata che mi aspettava, quando ho sentito qualcuno cantare.

Bene, non so cosa succede nella vostra palestra, ma nella mia nessuno canta. Se lo fa, di solito è un misto tra un ronzio e uno stridio senza fiato. Questo invece era un canto reale, chiaro e sicuro. Era una canzone che non conoscevo, ma ho sentito la parola “Gesù”. Sono uscito dalla doccia nella sala principale e ho visto questo giovanotto – bello, aitante e palestrato. Era lui a cantare! Poi ha cominciato una variazione di “La tua Parola è una lampada al mio piede”.

Be’, sono rimasto scioccato. In un paio di minuti, quel ragazzo mi ha ispirato e allo stesso tempo mi ha fatto vergognare. Stava testimoniando in maniera semplice ma sicura. Come avrebbe detto Dwith L. Moody, stava predicando con la sua Bibbia rilegata in pelle di scarpe.

Quando ha finito di cantare, ha sorriso e ha detto: “Spero che abbia una bellissima giornata!” Poi ha preso la sua borsa ed è uscito. Umile, semplice e pieno di potenza! Potete essere certi che la mia giornata si è trasformata completamente in maniera fantastica. L’ho raccontato alla mia fidanzata quando sono arrivato a casa. L’ho raccontato ai miei amici. L’ho raccontato alla mia famiglia. L’ho raccontato a tutte le persone che potevo – e adesso lo racconto a voi.

Ecco che cosa ho ricavato da questa esperienza:

1) C’è sempre qualcuno vicino a te che puoi influenzare in maniera positiva. Là in palestra quel ragazzo ha cambiato la mia prospettiva e mi ha benedetto con la sua buona volontà di essere un esempio di Dio. Non aveva idea di cosa stessi passando, né che anch’io sono chiamato a essere un testimone; e non era necessario che lo sapesse. Ha fatto semplicemente quello che sapeva essere la sua chiamata e mi ha effettivamente influenzato.[1] Anche noi incontriamo continuamente molte persone, interagiamo con loro e le influenziamo. Se possiamo esibire la nostra gioia in mezzo a un mondo stanco, ed essere gentili in una cultura “sociale” ma socialmente inetta, credo che molte vite ne saranno trasformate.

2) Il Signore sa come incoraggiarci quando più ne abbiamo bisogno. Ha sincronizzato il momento così che potessi udire quel canto giusto in tempo. Sono molto grato che quel ragazzo sia stato disposto ad ascoltare quella voce interiore e a “essere Gesù” con quell’inno. Il tempismo è tutto e Dio è sempre perfettamente a tempo.

3) Non giudicare mai dalle apparenze. Probabilmente non avrei mai pensato a quel ragazzo come a un seguace di Gesù, ma lo era e mi ha testimoniato. Sono sicuro che anche voi avete sperimentato questo fenomeno, che una persona si rivela essere molto più di quel che sembra.[2] Penso che molte volte nella vita ho perso qualcosa d’importante perché ho avuto troppa fretta nel giudicare gli altri.

Ho letto che la maggior parte della gente si fa un’idea di un estraneo e lo giudica mentalmente entro i primi trenta secondi, o meno, dopo averlo incontrato. Una cosa che secondo me possiamo imparare da questo, è cercare di essere sempre un buon esempio, perché gli altri potrebbero non concederci una seconda possibilità di convincerli che la nostra fede è reale. Comunque, dobbiamo anche essere pronti a guardare un po’ più in là ed essere “medici dell’anima”. Penso che sia quel che ha fatto quel ragazzo quando mi ha visto. Dio lo benedica!

4. Pensa in grande. Una canzone, una parola gentile, un sorriso, una buona azione, un bigliettino, un’email, un suggerimento, una pacca sulla spalla, un abbraccio, un … (riempite lo spazio), possono avere un’influenza costruttiva molto superiore allo sforzo che richiedono. Non si possono misurare quei dividendi eterni con un metro terreno. Cerchiamo di essere disposti a investire di più nei dividendi eterni, anche, e specialmente, se non riusciamo ancora a vederli.[3]

Cerchiamo di essere esempi di Gesù e facciamo il possibile per far vedere Lui ogni volta che possiamo… perfino al mattino presto.

Pubblicato sull’Ancora in Inglese il 27 marzo 2015.


[1] 2 Timoteo 4,2.

[2] 1 Samuele 16,7.

[3] Matteo 6,19–20.

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