Dio ha un piano per ognuno

Settembre 25, 2013

Un’intervista a Nick Vjicic

 [Per vedere o leggere questa intervista in inglese, seguite questo collegamento. Dura sette minuti.]


Lucky Severson, corrispondente della PBS: Ecco a voi Nick Vujicic che è a Los Angeles e sta controllando il suono prima di parlare alla Conferenza Nazionale per il Revival per futuri leader evangelici. Vi partecipano alcuni dei predicatori più influenti, tra i quali, appunto, Vujicic.


Nick Vujicic: Ne parlerò a voce alta.

Severson: In pochi anni Vujicic è diventato un predicatore superstar.

Vujicic: Ho cominciato dieci anni fa e siamo stati in 44 paesi, parlando duemila volte dal vivo a un pubblico di cinque milioni di persone, faccia a faccia.

Severson: E dopo le Domande e Risposte tornerai sulla sedia a rotelle per uscire, giusto?

Vujicic:

Severson: Considerando che non ha braccia né gambe, viaggiare intorno al mondo come fa lui non è un’impresa da poco.

Vujicic: Qualche volta mi sudano ancora le mani prima di un discorso.

(si rivolge al pubblico) Come state tutti?

Severson: Il pubblico sembra dimenticarsi che probabilmente non ha mai incontrato nessuno con un simile handicap.

(ai partecipanti alla conferenza:) Siete rimasti male davanti al suo aspetto fisico, quando l’avete visto?

Un uomo: Oh, assolutamente no.

Una donna: No, proprio per niente, non ce ne accorgiamo nemmeno.

Un uomo: Si vede la luce di Gesù nei suoi occhi, ecco cosa si vede.

Severson: Uno degli oratori qui è il pastore Greg Laurie delle chiese della Harvest Christian Fellowship a Riverside e Irvine, in California.

Pastore Greg Laurie: Sapete, uno potrebbe pensare: be’, sto avendo dei momenti difficili adesso, forse non mi sento bene, o sono ammalato o qualcos’altro, poi guardi un ragazzo che deve affrontare certe cose nella vita come Nick, una grave disabilità, e sentirlo parlare di speranza, di uno scopo nella vita e di gioia, ti fa stare zitto, qualsiasi cosa sia quello che ti dà fastidio, e rimette i tuoi problemi nella giusta prospettiva.

Vujicic: (al pubblico della conferenza) Datemi un abbraccio. Vi voglio bene.

Sono nel Libro Guinness dei primati per il record di 1.749 abbracci in un’ora. Mi si sono staccate le braccia. (ride)

(parlando dal palco) Da bambino pensavo al suicidio e a dieci anni ci ho provato, perché non conoscevo la verità — annotatevi questo — la verità del mio scopo nella vita e la verità del mio destino.

Così a dieci anni ho provato a commettere suicidio in quindici centimetri d’acqua nella vasca da bagno; le prime due volte che mi sono girato a faccia in giù stavo provando a vedere quant’aria potevo tenere nei polmoni prima di far entrare l’acqua, e la terza volta che mi sono rigirato ho visto nella mia mente un’immagine di mia mamma, mio papà e mio fratello che piangevano sulla mia tomba, disperati per non essere stati in grado di fare di più. E questo mi ha fermato. Mi sono reso conto che c’è sì il dolore di avere un figlio disabile senza braccia né gambe, ma un dolore più grande è quello di avere un figlio senza arti che ha commesso suicidio.

Severson: Ora questo predicatore nato in Australia dirige un’organizzazione non-profit chiamata  Life Without Limbs [Vita senza braccia], ha scritto dei libri, ha fatto dei DVD d’ispirazione, compreso uno per bambini che si chiama: “Niente braccia, niente gambe, niente preoccupazioni”, ed è molto richiesto come oratore motivazionale. Ha due assistenti che lo aiutano a gestire una vita molto attiva. Bryan Tarter ha viaggiato con lui in ventiquattro paesi.

(a Bryan Tarter:) Secondo te, che cos’è che lo spinge?

Bryan Tarter: Oh, decisamente la sua fede. Sì, la sua fede in Dio. Ci sono molte persone al mondo che sono prive di speranza e lui sa che può dare quella speranza alla gente.

Vujicic: Ed ero molto arrabbiato con Dio e ho detto: “Dio, se sei reale e se mi vuoi bene, dov’è il mio miracolo?” Così ho cominciato a dubitare che ci fosse davvero e ho detto: “Dio, mi devi una spiegazione”. A quindici anni Dio mi ha risposto con chiarezza perché, tramite il capitolo 9 di Giovanni. Gesù aveva incontrato un uomo cieco dalla nascita e aveva detto che era nato così affinché le opere di Dio potessero manifestarsi attraverso di lui. Mi sono sentito avvolgere dalla fede, ho provato una pace tangibile.

(parlando dal palco) Vostro figlio e vostra figlia hanno bisogno di un ottimo padre più che di un ottima università.

Severson: Molte persone tra il pubblico sono laici o aspiranti ministri religiosi e il messaggio che dà loro è di non trascurare le loro famiglie.

Vujicic: (parlando dal palco) Dio mi ha dato una moglie per godermi la benedizione di essere sposato, di essere un marito e un padre.

Severson: La sua attenzione verso le famiglie è aumentata considerevolmente da quando si è sposato alcuni mesi fa. Adesso sua moglie è incinta.

Vujicic: E appena un paio di settimane fa ho sentito mio figlio dare calci nella sua pancia ed è stata una cosa meravigliosa.

Severson: Meravigliosa per una persona nata con una malattia estremamente rara chiamata sindrome di tetra-amelia, caratterizzata dall’assenza dei quattro arti; ma nel suo caso, ha un piede con due dita che gli permettono di scrivere su una tastiera e rispondere a centinaia di messaggi ogni giorno. Può fare surf, suonare la batteria, pettinarsi, lavarsi i denti, radersi, rispondere al telefono e tante altre cose, come ha imparato Bryan Tarter, quando si è presentato a un colloquio per diventare suo assistente.

Tarter: Quando lo incontri per la prima volta, rompe ogni barriera, ti abbraccia e ti fa dimenticare che non ha braccia né gambe.

Vujicic: (in un video) Non sono ancora nervoso. Le ginocchia non mi ballano, il mio cuore non batte troppo in fretta, ma vi dirò, appena sarò su quell’aereo, farò così… (grida).

Pastore Laurie: Sapete, va a parlare in una chiesa, in un teatro o in uno stadio e tutti pensano che storia meravigliosa è la sua e com’è stato bello vederlo; ma sapete, Nick deve tornare a casa e affrontare quella disabilità ogni sera e ogni mattina. Ci ho riflettuto.

Severson: Dice che ha ancora dei momenti di depressione.

Vujicic: Abbiamo tutti degli alti e bassi, non importa quanto sia forte la nostra fede in Dio; ci sono sempre degli imprevisti e chiediamo a Dio che cosa è successo e perché.

Severson: Vujicic dice che la parte peggiore della sua infanzia è stata la solitudine.

Vujicic: Appena cinque anni fa ho incontrato un bambino senza braccia né gambe, il primo che abbia mai incontrato che mi assomigli quasi esattamente, piede sinistro e tutto. E ho sentito che a scuola lo prendevano in giro. Così sono andato alla sua scuola e ho parlato della mia vita e di come pensavo che Daniel fosse davvero forte — e adesso Daniel è il bambino più figo del quartiere.

Severson: Dice che la sua missione è visitare le scuole superiori del paese per predicare contro il bullismo, che lui considera un problema molto serio. Lo sa per esperienza personale.

Vujicic: Sapete, mi ricordo di essermi presentato davanti ad alcuni ragazzi che mi prendevano in giro a scuola e di averli fronteggiati per il mondo in cui mi trattavano; sono stati sorpresi che avessi il coraggio di presentarmi davanti a loro. Dicevo: —Perché mi prendi in giro? —Oh, ti dà fastidio? Non facevo sul serio. —Davvero? Allora adesso ti dico di smetterla e, a proposito, ti perdono anche. E gli chiedevo di abbracciarmi.

Severson: L’anno prossimo Nick Vujicic pensa di predicare in ventisette paesi.

Per “Religion & Ethics News Weekly”, qui è Lucky Severson da Los Angeles.   


Titolo originale: God Has a Plan for Each and Every One
Pubblicato originariamente sull'Ancora in Inglese il 19 Luglio 2013.
Postato il 29 marzo 2013 su R&E – Religion and Ethics Neewsweekly,
della PBS – Public Broacasting Service.

versione italiana affissa il 25 Settembre 2013;
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