Dio costruisce dopo aver spezzato

Ottobre 23, 2026

Il tesoro

[God’s Makings Through Breakings]

Per quelli di noi che conoscono e amano Gesù, l’intera esperienza di questa vita è come una grande lezione, Il Signore è il nostro insegnante e vuole insegnare a ognuno di noi chi è Lui e cosa sono il suo amore, la salvezza e il servizio dedicato a Lui. Vuole aiutarci a crescere nella fede e nella sua Parola e a trasformarci nella sua immagine (2 Corinzi 3:18).

Dio sa che nessuno di noi sarà mai in grado di compiere davvero la sua volontà nelle proprie forze, senza di Lui. Anzi, Gesù ha detto: «Senza di Me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). La Bibbia, però, dice anche che «possiamo ogni cosa in Cristo» (Filippesi 4:13). Se abbandoneremo il nostro cuore e la nostra vita al Signore e saremo disposti a diventare ciò che Dio potrebbe volere che diventiamo – non quello che siamo ma ciò che Dio vuole che diventiamo – allora potrà usarci per la sua gloria.

Naturalmente, mettere il Signore al primo posto nella nostra vita e sottometterci a Lui non è una cosa che si impara da un giorno all’altro. Ci vuole tempo, ci vogliono rotture, ci vogliono lezioni ed esperienze che ci fanno avvicinare a Lui.

Nella Bibbia c’è una lista quasi interminabile di tutte le persone che Dio dovette umiliare prima di poterle usare, di tutti i leader che Dio dovette portare giù in basso prima di poterli davvero usare, perché altrimenti si sarebbero presi tutto il merito e non avrebbero reso gloria a Dio.

Prendete la vita di Giuseppe, per esempio. Dei dodici figli di Giacobbe, lui era il preferito. I suoi fratelli più grandi alla fine divennero così gelosi di lui che quasi lo uccisero; lo gettarono in una fossa e poi lo vendettero come schiavo. Ma è quello che il Signore usò per renderlo umile e prepararlo a realizzare lo scopo che aveva in mente per lui. Giuseppe dovette diventare uno schiavo e un carcerato, dovette essere condannato come un criminale prima che Dio potesse innalzarlo e trasformarlo nel salvatore del suo popolo in un periodo di carestia (Genesi 37-41).

Un altro esempio è Mosè. Per quarant’anni fu preparato alla corte del faraone e giunse ad avere il secondo posto per importanza nel potente impero mondiale dell’antico Egitto.  La Bibbia dice che fu «istruito in tutta la sapienza degli Egiziani» (Atti 7:22), ma Dio non poteva ancora usarlo per portare il suo popolo alla libertà, perché era pieno delle vie del mondo e non di quelle di Dio. Mosè dovette essere rotto, prima. Dio permise che diventasse un fuggiasco, così che dovette passare quarant’anni nelle steppe a custodire pecore, prima di esser abbastanza umile perché Dio lo potesse usare per il grande compito a cui lo aveva destinato (Vedi Esodo 2-3).

Pensate poi al re Davide, il re più grande che Israele abbia mai avuto. Quando si innamorò di Bathsceba, fece uccidere suo marito in battaglia e poi cercò di mentire e nascondere il suo crimine, Dio dovette smascherarlo, umiliarlo e castigarlo severamente. In seguito fu anche tradito e scacciato dal trono dal suo stesso figlio Assalonne. (Vedi 2 Samuele 11, 12 e 15).

Ma in realtà, quella di Davide fu una caduta verso il basso o piuttosto verso l’alto? A volte, anzi spesso, la via di Dio per portarci in alto è verso il basso. Davide fu umiliato, l’intero regno fu umiliato e a tutti fu ricordato che era solo il Signore a renderli grandi. Da quello spremere e torcere della vita di Davide uscirono il dolce miele dei salmi e la fragranza delle sue lodi al Signore per la sua misericordia.

Il coraggioso e poderoso profeta Elia riuscì a far scendere il fuoco dal cielo per confondere i falsi profeti di Baal e dimostrare la potenza di Dio (1 Re 18), ma in seguito si fece prendere dal panico e scappò via da una donna, la malvagia regina Jezebel. Nascosto nel deserto, era così scoraggiato che desiderò perfino la morte. Ma nel momento della disperazione, questo profeta di fuoco e tuoni divenne un uomo mansueto che imparò ad ascoltare il dolce sussurro di Dio (1 Re 19:11-12). Divenne poi uno strumento molto migliore e più umile nelle mani del Signore, un profeta che tornò senza paura ad affrontare non solo la regina, ma il re e tutti i loro soldati.

Anche l’apostolo Pietro è un altro esempio di come Dio costruisce dopo aver spezzato. Giurò a Gesù: «Signore, io sono pronto ad andare con te tanto in prigione che alla morte» (Luca 22:33), ma solo poche ore dopo, quando Gesù fu arrestato dalle guardie del tempio e trascinato davanti al tribunale religioso ebraico, alcune persone all’esterno dell’edificio riconobbero Pietro e lo additarono come un amico di Gesù, Pietro negò energicamente di conoscere il Signore, imprecando e giurando di non avere idea di cosa stessero parlando (Marco 14:66-71).

Quando rinnegò il Signore per la terza volta, Gesù, mentre veniva portato dai suoi carcerieri in un’altra parte dell’edificio, si voltò e fissò Pietro, che a quel punto si ricordò di aver giurato che non l’avrebbe mai rinnegato. La Bibbia ci dice che poi Pietro «uscì fuori e pianse amaramente» (Luca 22:62). Quella fu forse la fine del servizio di Pietro per il Signore? No! Fu poco dopo questa sconfitta umiliante, questo grande fallimento, che il Signore usò Pietro perché diventasse il leader della prima chiesa.

Oppure pensate all’apostolo Paolo. Era uno zelante fariseo ebreo e si era preso personalmente la briga di mettere fine alla rapida crescita della setta dei seguaci di Gesù di Nazareth. Mentre viaggiava a cavallo verso Damasco, dove intendeva catturare, imprigionare e giustiziare quanti più cristiani potesse, Dio lo buttò letteralmente giù dal cavallo e lo accecò con la luce brillante della sua presenza. Tremante, indifeso e cieco, dovette essere portato per mano in città, dove rimase così sbigottito da non riuscire a mangiare né bere per tre giorni! Poi un discepolo del Signore venne a dargli il messaggio di Dio e a pregare per i suoi occhi. Saulo si convertì e divenne il grande apostolo Paolo. Dio, però, dovette umiliarlo, spezzarlo e trasformarlo in un uomo nuovo prima di poterlo usare. (Vedi Atti 9.)

Quindi, anche se non sempre capisci perché stai affrontando prove, difficoltà, avversità e rotture, ricorda: Dio sa quel che fa. Sa tutti gli scopi e i motivi dietro a ogni prova, difficoltà o avversità che affrontiamo. Promette che «tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno» (Romani 8:28). Non lascerà che niente accada a te, suo figlio, se non quello che in qualche modo concorrerà al tuo bene. Naturalmente, spesso pensiamo che succedano molte cose che non sembrano poi così buone, ma prima o poi (in questa vita o nella prossima) scoprirai che in qualche modo hanno cooperato al tuo bene.

Scoprirai che Dio ottiene alcune delle sue vittorie più grandi da quelle che sembrano sconfitte. Vittorie di sottomissione, rottura, umiltà e completa dipendenza da Lui, che devi avere, se dovrai diventare tutto ciò che Dio vuole che tu sia. Fatti animo con questi esempi della Bibbia e non ti sentirai scoraggiato quando le cose sembreranno andare male e le tue speranze verranno deluse.

Tutti quelli che sono stati usati dal Signore prima sono stati spezzati, umiliati e portati praticamente al limite. Altrimenti, sarebbero stati troppo sicuri di sé, della loro saggezza e delle loro capacità naturali e avrebbero avuto la tentazione di prendersi tutta la gloria, se Dio li avesse usati. Per questo Lui sceglie di usare le cose deboli e folli «affinché nessuno si glori alla sua presenza» (1 Corinzi 1:25-29).

Dio non vede sempre le cose come le vediamo noi, «poiché i suoi pensieri non sono i nostri pensieri né le sue vie le nostre vie» (Isaia 55:8-9) e non ci giudica né ci ricompensa secondo i nostri successi o insuccessi, ma secondo la nostra fedeltà. Un giorno, in cielo, a quelli che sono fedeli a Lui dirà: «Va bene, servo buono e fedele» (Matteo 25:21). Non dirà “servo fallito” o “servo di successo”, ma dirà “servo fedele”.

Così, sopra ogni cosa, rimani fedele a Gesù! E ricorda: le tue apparenti sconfitte possono diventare vittorie per il Signore, se ti umilierai e imparerai le lezioni che cerca di insegnarti, come fecero questi uomini della Bibbia. «Tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età» (1 Corinzi 10:11).

Da un articolo in Il tesoro, pubblicato dalla Famiglia Internazionale nel 1987.
Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 24 agosto 2023.

Copyright © 2026 The Family International