Compilazione
Durante la Cena del Signore descritta in Giovanni 13, Gesù si alza da tavola e lava i piedi ai suoi discepoli. È importante comprendere appieno la portata di ciò che sta accadendo in quel momento: Dio Stesso si pone volontariamente in una posizione estrema di umiltà e di servizio. Sebbene sia il loro Signore (Giovanni 13:13), compie questo gesto umile per dimostrare due punti fondamentali. In primo luogo, l’atto di lavare i piedi funge da immagine della missione suprema di Gesù: servire l’umanità attraverso la sua umile morte sulla croce, una morte che ci purifica da ogni peccato. In secondo luogo, Gesù vuole che la sua dimostrazione di umiltà serva da esempio per i suoi discepoli (e per chiunque legga il brano). Proprio come Gesù, i cristiani sono chiamati a servire con umiltà le persone che ci circondano. […
Lavando i piedi ai discepoli, Gesù non solo mette in luce lo scopo della sua venuta, ma cerca anche di dare un esempio che i cristiani possano seguire. Dopo aver lavato loro i piedi, Gesù insegnò loro: «Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io» (Giovanni 13:14–15). Gesù chiarisce che questo è l’atteggiamento di umiltà che coloro che lo seguono dovrebbero adottare quando interagiscono con gli altri. I cristiani […] devono servire la loro comunità.
Proprio come Gesù (Dio stesso) si è umiliato diventando uomo, ha servito lavando i piedi dei discepoli ed è morto sulla croce per noi, anche noi, in quanto suoi seguaci, dobbiamo mettere da parte le nostre ambizioni e i nostri desideri egoistici e cercare il bene degli altri. —Planetshakers1
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Diamo gloria a Dio servendo gli altri con i nostri doni. Ognuno di noi è stato creato in modo unico da Dio, con talenti, doni, competenze e capacità. Il modo in cui sei “fatto” non è un caso. Dio non ti ha dato le tue capacità per scopi egoistici. Ti sono state date per il bene degli altri, proprio come agli altri sono state date delle capacità per il tuo bene. La Bibbia dice: «Dio ha dato ad ognuno di voi particolari capacità: fate in modo di servirvene per aiutarvi a vicenda, mettendo così al servizio degli altri i doni che avete ricevuto da Dio. […]Siete adatti a qualche servizio particolare? Svolgetelo con l’efficienza e l’energia che vi dà il Signore. In tal modo, Dio sarà glorificato per mezzo di Gesù Cristo; a lui spettano gloria e potenza per sempre. Amen» (1 Pietro 4:10–11). —Rick Warren
La dottrina del servizio
Fare la cameriera è una sfida. Lo so bene, l’ho fatto per anni. Nella nostra cultura, servire ai tavoli è considerato poco più che raccogliere i rifiuti, con tutto il rispetto per chi fa questo lavoro. È un lavoro onesto, ma ammettiamolo, non si riceve molto rispetto. Gli orari sono lunghi, è fisicamente impegnativo, i clienti possono essere difficili e le mance sono misere. Nonostante tutto ciò, la sfida più grande è quella che riguarda la propria autostima.
Servire qualcuno è l’esempio più semplice di servizio; questo mi ha fatto riflettere sulle dinamiche del servire. Il dizionario Webster definisce “servire” come «essere utile, fornire o provvedere qualcosa di necessario o desiderato»; poi definisce il servizio come «essere di aiuto, essere utile, vantaggioso, un contributo al benessere degli altri». Il dizionario Webster osserva inoltre che la parola «servizio» deriva dal latino servitium: la condizione di uno schiavo.
Il servizio implica che da qualche parte ci sia una carenza, un bisogno da soddisfare. Una cameriera serve perché qualcuno ha fame. In un certo senso, ogni forma di servizio riconosce che viviamo in un mondo imperfetto, permeato dalla sensazione che «non c’è abbastanza»: non c’è abbastanza cibo, tempo, denaro, amore, attenzione. Le variazioni su questo tema sono infinite e vissute da tutti.
Viviamo in un mondo di carenze, circondati da bisogni insoddisfatti e da persone ferite, proprio come noi. Ma anche i più poveri tra noi hanno qualcosa da offrire, che si tratti di un sorriso, di una parola gentile o di cinque pani e due piccoli pesci. Anche il più piccolo gesto di servizio contribuisce a rammendare uno strappo nell’universo in cui viviamo.
Servire gli altri è un voto a favore della speranza. […] Confidiamo di avere “abbastanza” tempo, talento o risorse per essere d’aiuto agli altri e comunque soddisfare anche i nostri bisogni. Soprattutto, servire gli altri è un voto di fiducia nel Creatore dell’universo, riconoscendo che Egli provvederà mentre noi doniamo noi stessi. […]
In Luca 9, Gesù era circondato da migliaia di persone affamate. C’erano solo pochissime risorse a disposizione […] cinque pani e due pesci.
Era grato per ciò che aveva e lo alzò al cielo con una preghiera di ringraziamento. Credeva e confidava in suo Padre che è nei cieli, sia per la sua capacità di provvedere ciò che era necessario, sia per il suo desiderio di darlo. E allora avvenne il miracolo. Continuò a distribuire il cibo. Lui e i suoi discepoli servirono quella folla di cinquemila persone. Una traduzione dice: «Mangiarono tutti a sazietà; e quando furono raccolti gli avanzi, riempirono dodici grandi cesti».
La storia dei pani e dei pesci illustra l’abbondanza che Dio mette a nostra disposizione quando ci avviciniamo a Lui con gratitudine e fiducia. È così che Gesù condusse la sua vita: confidando e servendo. Andiamo e facciamo lo stesso. «Chi è infatti il più grande: colui che sta a tavola o colui che serve? Non è forse colui che sta a tavola? Ma io sono tra voi come colui che serve» (Luca 22:27). —The High Calling2
Servitevi gli uni gli altri con amore
Nella epistola ai Galati, l’apostolo Paolo scrisse «Servite gli uni gli altri per mezzo dell’amore» (Galati 5:13). È una cosa piuttosto difficile da fare. Alla maggior parte delle persone non va di essere considerate dei servitori, tanto meno degli schiavi. Forse non dà loro fastidio servire qualcuno fino a un certo punto — il loro datore di lavoro o dei clienti, per esempio — ma è difficile che si vedano nella posizione di servire umilmente degli altri.
È più facile pensare in termini di servire Dio, perché è eccelso e potente e superiore sotto ogni aspetto a noi esseri umani. Può essere più facile dire «Signore, voglio servirti» a un Dio onnivedente, onnisciente e onnipotente, di quanto lo sia trovarsi nella posizione di servire i nostri consimili.
Nella Bibbia ci sono molti versetti che ci insegnano a mettere gli altri al di sopra di noi stessi: «Non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso» (Filippesi 2:3); «nell’amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri; nell’onore usate riguardo gli uni verso gli altri» (Romani 12:10); «portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo» (Galati 6:2).
Gesù disse che non era «venuto per essere servito, ma per servire» (Marco 10:45), il che significa che Lui stesso era un servo. Gesù «spogliò se stesso, prendendo la forma di servo e divenendo simile agli uomini» (Filippesi 2:7). Se Gesù ci amò così tanto da essere disposto a prendere la forma di servo per salvarci, quanto più noi dovremmo seguire il suo esempio e servire gli altri per mezzo del suo amore.
La Bibbia dice che «Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme» (1 Pietro 2:21) e Gesù ha anche detto: «Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi» (Giovanni 20:21). Suo Padre l’aveva mandato come servo. Gesù ebbe l’amore e l’umiltà di prendere la form di un servo e ci chiede di seguire il suo esempio di servire Dio e servire gli altri. Ci vuole molta umiltà per farlo, ma la Bibbia ci dice: «Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace» (Ebrei 13:16). —Maria Fontaine
Lezioni di Gesù su come servire il prossimo
In Giovanni 13:15, Gesù ci offre un esempio da seguire. Dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli — un atto di amore, umiltà e servizio — Lui ci incoraggia a seguire il suo esempio e a servirci gli uni gli altri.
«Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi», Gesù dice.
Gesù, il Figlio di Dio, il Sommo Re, il Signore dei signori, non ha mai assunto una posizione superiore agli altri. Ha guidato servendo e ha amato servendo. Ha lavato piedi. Ha sfamato migliaia di persone. Ha camminato per visitare e guarire i malati e i morti. Si è fermato per toccare e guarire una donna malata. Ha trascorso del tempo con persone con cui nessun altro voleva stare. Gesù ha condotto una vita di umiltà.
Gesù ci ha mostrato che il servizio agli altri e l’umiltà vanno di pari passo. «Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù» (Filippesi 2:3–5). […]
Essere servitori significa che dobbiamo sinceramente preoccuparci delle persone. Significa tenere gli occhi, il cuore e i nostri impegni aperti agli appuntamenti divini. Gesù non era stressato dal tempo, da ciò che gli altri pensavano di Lui o da una lista di compiti da portare a termine ogni giorno. Gesù era guidato dallo Spirito di Dio e seguiva i suoi suggerimenti per servire, amare e aiutare gli altri. Nessun compito era mai al di sotto di Gesù, e nessuna persona era mai indegna. Il servizio agli altri e l’amore sincero vanno di pari passo. —NewSpring Church3
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 22 ottobre 2026.
1 “The significance of Jesus washing the disciples’ feet”, planetshakers.com, 31 marzo 2023, https://www.planetshakers.com/blog/general/the-significance-of-jesus-washing-the-disciples-feet
2 The High Calling, “A Theology of Service”, theologyofwork.org, https://www.theologyofwork.org/the-high-calling/theology-service
3 NewSpring Church, “Lessons from Jesus on how to serve others”, newspring.cc, https://newspring.cc/articles/following-the-example-of-jesus