Guardare al futuro con speranza

Settembre 1, 2026

Compilazione

[Looking to the Future with Hope]

Quando ho compiuto sessant’anni, ho fatto un esame di coscienza. Chiaramente non avevo realizzato tutto quello che avrei potuto o dovuto fare nella mia vita. Dovevo considerarmi un fallito? Datemi un minuto prima di rispondere.

Ultimamente avevo avuto dei cambiamenti e vivevo in un posto che, sia geograficamente che come scelta di lavoro, non era quello che avevo in mente. Non ero proprio infelice, ma non ero nemmeno del tutto soddisfatto delle circostanze. Mi sembrava di essere in piena bonaccia, con le vele sgonfie, cin mezzo a un oceano che stendeva monotonamente in tutte le direzioni. L’orizzonte era visibile, ma non serviva a niente. Non potevo decidere verso quale punto dell’orizzonte dirigermi e, anche se avessi potuto, non avevo i mezzi per dirigermi in quella direzione. Qual era lo scopo della mia vita e come avrei fatto per trovarlo?

Per tutta la mia vita da adulto mi ero dedicato a realizzare quello che mi sembrava essere l’obiettivo che Dio aveva per me. In precedenza mi sembrava di avere un’idea piuttosto chiara di cosa fosse, ma ora non ne ero più sicuro. Mi ero preparato a fare grandi cose, ma ora sembrava tutto un sogno irrealizzabile.

Mentre riflettevo sulla mia vita e su quella degli altri, mi resi conto che ci sono persone che la maggior parte di noi definirebbe grandi — non necessariamente perché approviamo quello che hanno detto o fatto, ma perché hanno avuto un grande impatto: in qualche maniera la loro vita e le loro realizzazioni erano grandi. Ma queste relativamente poche persone erano le uniche ad aver adempiuto il loro destino? Anzi, esiste una cosa che si può chiamare destino? Le nostre vite dovrebbero trovare adempimento in se stesse? Dovremmo ritrovarci soddisfatti alla fine di tutto? È quello il vero significato delle cose? Oppure c’è in ballo qualcos’altro?

San Paolo scrisse: «Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini» (1 Corinzi 15:19). Meditando su questo versetto in passato, l’avevo visto dalla prospettiva di Paolo, che viveva nel primo secolo. Sappiamo tutti che i cristiani a cui Paolo scriveva erano oggetto di grandi persecuzioni. Lui voleva incoraggiarli col pensiero che la loro breve vita non era il punto finale della storia.

La vita è spesso paragonata a una scuola. Mi ricordo di aver brontolato con molti miei compagni di classe per essere bloccati in una scuola mentre volevamo solo proseguire con la nostra vita. La scuola, però, non era destinata a essere l’apice della nostra vita. Non era il nostro destino. Era soltanto un campo d’addestramento, un’opportunità per guadagnare conoscenze e abilità che ci sarebbero servire in seguito.

Questa vita è solo un punto intermedio. Sì, dobbiamo trarne il massimo profitto, ma non dobbiamo preoccuparci di aver mancato il nostro destino, se tutto quello che possiamo mostrare è qualche cicatrice e un po’ di saggezza acquisita attraverso le difficoltà.

Allora, che cosa dobbiamo effettivamente realizzare qui? Che cosa vuole da noi Dio, o che cosa si aspetta da noi in questa vita? Qual è il nostro scopo? Ecco che cosa ha detto Salomone: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l’uomo è tutto». (Ecclesiaste 12:13).

Siamo tutti opere in corso, ma se riusciamo a guardarci nello specchio e dire onestamente che stiamo cercando di vivere in quel modo, allora stiamo facendo il nostro dovere. Adempiere questo è il nostro destino. —Phillip Lynch

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Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso. Perché: «Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà, e non tarderà». —Ebrei 10:36–37

Se hai pregato perché succeda qualcosa nella tua chiesa – o nel tuo cuore – e Dio sembra tacere, ricorda questo:

Un ritardo non è un rifiuto.

Solo perché la risposta non è ancora arrivata non significa che Dio non stia ascoltando. Significa semplicemente “non ancora”.

Parte della maturità spirituale consiste nell’imparare la differenza tra “no” e “non ancora”. Tra una porta chiusa e una che tarda ad aprirsi. […]

Spesso un ritardo di Dio è un test – non per mettere a nudo la nostra debolezza, ma per rafforzare la nostra resistenza. Chiunque può aspettare in qualche occasione. La fede cresce quando si continua ad avere fiducia anche alla quarta, alla quinta e alla cinquantesima occasione.

Forse hai pregato per un risveglio spirituale e non hai visto frutti.

Forse hai chiesto a Dio di sanare le divisioni nella tua chiesa o di ricomporre una relazione che è ancora incrinata.

Forse porti nel cuore una visione che non si è ancora realizzata. In quei momenti, Dio non ti sta ignorando. Ti sta facendo crescere.

Le prove rivelano ciò che c’è veramente dentro di te e ti ricordano chi ti sta accanto. Dio usa l’attesa per approfondire la tua dipendenza da Lui, per ricordarti che il ministero segue i suoi tempi, non i tuoi.

Potresti sentirti stanco o addirittura sul punto di arrenderti, ma non è ancora finita per te – e nemmeno per Dio.

La sua promessa è ancora valida.

Puoi resistere più a lungo perché Dio è con te. Ti darà la forza di andare avanti quando le tue forze si esauriranno.

Ricorda, non sei un fallito finché non ti arrendi. Rimani fedele nell’attesa. Colui che ti ha chiamato manterrà la sua promessa — al momento giusto. —Pastors.com1

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La maggior parte delle persone considera la speranza una pia illusione, come nell’affermazione “spero che accada qualcosa”. Non è quello che la Bibbia intende per speranza. La definizione biblica di speranza è “aspettativa fiduciosa”. La speranza è una ferma rassicurazione su cose incerte e sconosciute (Romani 8:24–25; Ebrei 11:1, 7). La speranza è una componente fondamentale della vita dei giusti (Proverbi 23:17–18). […] Il giusto che crede o ripone la sua speranza in Dio verrà aiutato (Salmi 28:7), e non verrà confuso, svergognato, o deluso (Isaia 49:23). Il giusto, che nutre una speranza fiduciosa in Dio, ha in genere la certezza della protezione e dell’aiuto divino (Geremia 29:11) ed è libero da paura ed ansietà (Salmi 46:2–3). […]

La speranza nasce dalla sopportazione in mezzo alle sofferenze (Romani 5:2–5). […] Le promesse degne di fiducia fatteci da Dio ci infondono speranza (Ebrei 6:18–19) e noi possiamo vantarci di questa speranza (Ebrei 3:6) e mostrare grande coraggio nella nostra fede (2 Corinzi 3:12). […] Insieme alla fede e all’amore, la speranza è una virtù costante della vita cristiana (1 Corinzi 13:13) e l’amore nasce dalla speranza (Colossesi 1:4-5). La speranza produce gioia e pace nei credenti, per mezzo del potere dello Spirito (Romani 12:12; 15:13). —Got Questions2

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«Questo non faceva parte del piano».

Ho sussurrato quelle parole in una stanza d’albergo nel cuore della Cina. Mentre io e mio marito stringevamo tra le braccia la nostra figlia appena adottata, ci siamo resi conto che le sue esigenze fisiche erano molto più gravi di quanto avessimo inizialmente pensato.

Non capivo cosa Dio stesse facendo. Non mi sentivo pronta a essere madre di una bambina con bisogni speciali. All’improvviso, la mia storia aveva preso una svolta. C’erano tantissime domande, ma nessuna risposta.

Andrà a scuola?

Chi si prenderà cura di lei quando io non ci sarò più?

Riuscirò davvero a farcela?

Sono una persona che ama pianificare e adoro le risposte perché voglio prepararmi, ma attraverso l’adozione di nostra figlia Dio mi ha insegnato che non si può trovare certezza nei miei piani né in previsioni per il futuro. Anche adesso Lui continua a insegnarmi qualcosa – perché quando la mia storia cambia, spesso mi affretto a mettere in discussione la bontà di Dio.

Nostra figlia è cresciuta bene in questi ultimi anni, ma alcuni aspetti del suo futuro sono ancora ignoti. Riuscirà a vivere da sola? Di che tipo di assistenza avrà bisogno tra tre anni, o tra dieci, o tra venti? Nonostante l’incertezza, la bontà divina non ha mai abbandonato né lei né la nostra famiglia — e so che non lo farà mai.

Probabilmente anche la tua vita è cambiata nel corso degli anni. Forse vuoi solo sapere cosa aspettarti. Ma anche se non posso dirti come sarà il tuo futuro, posso dirti Chi lo tiene nelle sue mani.

La storia di Mosè ci mostra come la bontà di Dio non sia necessariamente legata ai nostri piani, ma alla sua gloria. Prima di incamminarsi verso la terra promessa con gli Israeliti, Mosè disse a Dio: «Ti prego, mostrami la tua gloria» (Esodo 33:18). Dio rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò davanti a te il mio nome: “Il Signore”» (Esodo 33:19).

La gloria di Dio è legata alla sua bontà, e la bontà di Dio è legata al suo nome, che rivela il suo carattere. Mosè aveva incontrato il Signore davanti al roveto ardente (Esodo 3:15) e, anche durante le piaghe e il vagare nel deserto, Dio continuò a essere buono con Mosè e con il suo popolo Israele. E continuerà a essere buono con te e con me.

Dio potrebbe condurci lungo una strada che non avevamo previsto, ma non ci abbandonerà mai. Mosè non aveva bisogno di un piano dettagliato prima di dirigersi verso la terra promessa; aveva bisogno che gli venisse ricordata la bontà di Dio. E la bontà di Dio passò davanti a Mosè! L’unica cosa che Mosè doveva fare era affidarsi ad essa e lo stesso vale per noi.

La vita non ci viene fornita con una mappa, ma con una promessa: se seguiamo Dio, la sua bontà ci accompagnerà tutti i giorni della nostra vita (Salmi 23:6).

Caro Signore, non so cosa mi aspetta, ma Tu lo sai. Aiutami a riposare nella Tua bontà, che è radicata nel Tuo carattere, mentre mi avventuro con fiducia in qualunque cosa Tu abbia pianificato per me. Nel nome di Gesù, Amen. —Sarah Frazer3

Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 1° settembre 2026.


1 “God’s Delays Aren’t Denials”, pastors.com, https://www.pastors.com/free-resources/gods-delays-arent-denials

2 “Cos’è la Speranza cristiana?” gotquestions.org, https://www.gotquestions.org/Italiano/bibbia-speranza.html

3 Sarah Frazer, “Resting in God’s Goodness When Your Story Shifts”, proverbs31.org, 1° novembre 2025, https://proverbs31.org/read/devotions/full-post/2025/11/01/resting-in-gods-goodness-when-your-story-shifts

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