Gabriel García V.
Anni fa, stavo distribuendo opuscoli cristiani su un autobus mentre tornavo a casa. Come spesso accade qui in Cile, le persone li ricevevano con piacere, sorridendo e ringraziandomi. Ne diedi uno a un uomo appena salito sull’autobus. Mentre lo leggeva, si imbatté in una parte del messaggio che parlava dell’obbedienza a Dio. La parola “obbedienza” sembrò balzargli agli occhi e lui la mise immediatamente in discussione. Era come se fosse disgustato da quel concetto. Alzò la voce e disse: «Che cos’è questa storia dell’obbedienza? È proprio a causa dell’obbedienza che il mondo è ridotto così male. È schiavitù e sottomissione. Non dovremmo avere niente a che farci».
Cercai di spiegargli che l’obbedienza cristiana non è così, non è repressione, ma lui non volle sentirne parlare. Ben presto arrivammo alla mia fermata e dovetti scendere dall’autobus, quindi non ebbi modo di spiegargli meglio il concetto. Probabilmente aveva già preso la sua decisione e non sarebbe stato comunque ricettivo alla mia testimonianza.
Quell’esperienza, però. mi ha fatto riflettere su quanto sia diverso il concetto cristiano di obbedienza da quello del mondo. Il mondo cerca per lo più di imporre l’obbedienza per legge, mentre con Dio è una questione di amore. «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Giovanni 14:15). La nostra obbedienza deve scaturire dall’amore. E grazie alla nostra obbedienza arriviamo a conoscere Dio (1 Giovanni 2:3–4), compresa la sua misericordia, il suo amore e la sua compassione.
L’obbedienza ai precetti divini contenuti nella Parola di Dio non è il giogo degli schiavi, ma un processo di crescita nell’amore. Ecco perché, già all’inizio dell’Esodo, i due concetti, amore e obbedienza, vengono menzionati insieme: «…quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti» (Esodo 20:6).
Se obbediamo solo per senso del dovere o per evitare di finire nei guai, non sperimentiamo appieno la profondità dell’amore di Dio. La nostra obbedienza a Dio dovrebbe essere radicata nel nostro amore per Lui. Ci sottomettiamo a Dio con amore, adorazione e gratitudine. Quelli che lo amano si sforzeranno di seguirlo da vicino. Il nostro amore per Lui genera obbedienza. È tutta questione di amore.
«Gesù gli rispose: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio lo amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui”» (Giovanni 14:23). «L’amore di Cristo ci guida» (2 Corinzi 5:13 BdG; vedi 5:14 in altre versioni).
La verità è che, contrariamente a quanto insegna il mondo, la via dell’obbedienza è la via facile; è la via del trasgressore che è difficile (Proverbi 13:15). È la disobbedienza a renderci schiavi. Paradossalmente, l’obbedienza a Dio è libertà. Obbedendogli siamo liberi di trovare il nostro vero scopo e un senso di appagamento.
Inoltre, la Bibbia insegna che l’obbedienza vale più del sacrificio (1 Samuele 15:22); ci libera dal tentativo di fare le cose a modo nostro e con le nostre sole forze. Ci salva dall’ansia, perché se seguiamo Dio, Lui farà in modo che tutte le cose cooperino al bene (Romani 8:28). Quando sappiamo che stiamo obbedendo a Dio, possiamo affidargli tutte le nostre preoccupazioni e i nostri pesi. Anche questa è una manifestazione di amore.
Un altro frutto straordinario dell’obbedienza, nel mondo spirituale, è la fede. Man mano che impariamo a obbedire ai comandi di Gesù, la nostra fede aumenta. Obbedienza e fiducia vanno di pari passo. Se obbediamo, Dio ci ricompenserà e farà crescere la nostra fede, cosa che porta con sé tanti tesori e tante benedizioni.
Amore e obbedienza. Obbedienza e amore. Vanno decisamente di pari passo. Vorrei che potessimo far capire questo punto alle tante persone che oggi rifiutano questo concetto.
Nel mondo odierno c’è un grave problema di disobbedienza. Le persone non vogliono seguire le regole, non vogliono che si dica loro cosa fare; per questo c’è poco rispetto per gli altri e ci ritroviamo immersi nel caos.
Recentemente nel nostro Paese è stata proposta una nuova costituzione. Il testo includeva il termine “diritti” ma ometteva quello di “responsabilità”. È un chiaro ritratto del mondo di oggi e probabilmente deriva da un forte senso di individualismo e dalla mancanza di amore.
Ecco perché dobbiamo prima insegnare alle persone quanto Dio le ami, per poi indirizzarle verso il cammino dell’obbedienza a Dio e alla sua Parola, spinte dall’amore per Lui. Una volta che avranno conosciuto il meraviglioso amore di Gesù, gli obbediranno volentieri, persino con gioia, dal profondo del cuore, non per senso del dovere. E questo porterà naturalmente anche all’obbedienza e al rispetto verso i loro anziani, i loro insegnanti, i loro leader, i loro pastori, ecc.
D’altra parte, quando si trasmette l’idea di seguire i precetti cristiani e ciò che è moralmente giusto o sbagliato secondo la Bibbia a una persona che non ha ancora sperimentato la pienezza dell’amore di Dio, è come mettere il carro davanti ai buoi. Come ha detto il teologo Xavier León-Dufour: «L’obbedienza, lungi dall’essere una sottomissione da sopportare e una resa passiva, è un libero impegno verso un disegno divino ancora velato di mistero ma indicato dalla parola della fede che permette all’uomo di fare della propria vita un servizio a Dio e di entrare nella sua gioia».
So che si tratta di riflessioni piuttosto profonde, ma vale la pena di meditarci sopra. Possiamo chiederci: la mia obbedienza a Dio nasce dall’amore per Lui o da altre ragioni? È l’amore che mi spinge a obbedire a Dio? C’è nella mia vita un contesto in cui potrei obbedire con maggiore fedeltà per dimostrare a Dio che lo amo?
C’è un però. Nessuno di noi può obbedire da solo, per quanto si sforzi. Abbiamo bisogno di Gesù. Lui ci ha spianato la strada quando ha obbedito fino alla morte; perciò è Lui la fonte della nostra obbedienza a Dio. Grazie all’amore di Gesù l’obbedienza diventa realizzabile. «Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi» (1 Giovanni 5:3).
Ringraziamo Dio perché, grazie alla morte di Gesù, possiamo obbedire liberamente e con costanza e imparare ad amare il Signore e il prossimo, adempiendo così tutta la Legge e i Profeti.
«“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti» (Matteo 22:37–40).
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 26 agosto 2026.