Comunicare l’amore di Dio

Maggio 27, 2026

Compilazione

[Sharing God’s Love]

Stavo facendo acquisti in un negozio dell’usato per procurarmi alcune cose per il pensionato universitario. La cassiera sembrava una delle persone più infelici e arrabbiate che avessi mai visto. Ero la sesta in fila e lei sembrava sempre più esasperata a ogni nuovo cliente.

Si è particolarmente infuriata quando uno dei miei articoli ha richiesto una verifica del prezzo perché era senza etichetta. Questo ha fatto perdere completamente le staffe a quella povera donna e io ne ho subito le conseguenze, ma mentre batteva i miei articoli, ho sentito un leggero formicolio nello spirito. Un segnale dell’anima.

Ho cercato di contrattare con Gesù e gli ho detto che quel po’ di contanti in più che avevo in fondo al portafoglio non era destinato a lei. Certamente sarebbe dovuto andare a una persona più dolce e gentile, più meritevole, o forse almeno più riconoscente. Non a qualcuno decisamente cattivo e arrabbiato.

Ma Dio non ha ceduto. E nemmeno il formicolio. […]

Così, ho pagato il conto e ho cercato a malincuore nel fondo del mio portafoglio. Le ho passato un po’ di contanti mentre mi porgeva lo scontrino.

Il gesto l’ha colta alla sprovvista.

Ha stretto tra le dita la banconota piegata e si è fermata. Poi si è abbassata la mascherina con l’altra mano. La sua voce forte e severa si è fatta sommessa quando ha sussurrato una sola parola: «Perché?». Al che ho risposto con poche parole: «Un segnale dell’anima». C’è stata un’altra pausa. Una specie di breve momento di riflessione. Quando mi ha afferrato la mano e l’ha stretta, sono stata io a essere colta alla sprovvista. «Oggi compio 75 anni e nessuno mi ha chiamato; né mia sorella, né nessuno dei miei figli. Nessuna delle persone qui. Nessuno. Niente. Non ricordo di essere mai stata così triste. Nessuno si è nemmeno ricordato che è il mio compleanno».

Ho provato di nuovo quel formicolio. E ho alzato lo sguardo verso il reattore del neon rotto che sfrigolava sopra di noi in quel vecchio magazzino. Come se Gesù fosse in una specie di castello in aria che potremmo vedere se facessimo abbastanza attenzione. La luce tremolava. «Qualcuno se n’è ricordato», ho detto. Anche se non vedevo Gesù, quel piccolo segnale dell’anima mi ha detto che Lui la vedeva.

I suoi occhi stavano per riempirsi di lacrime e si è morsa il labbro inferiore per evitarlo. Ho notato un profondo dolore e una dolce umiltà sotto la maschera fisica e metaforica che indossava sotto il mento.

Tutti abbiamo la nostra maschera, non è vero?

La notizia del compleanno si è diffusa accanto a me e altri due clienti si sono uniti a noi. Parlare è facile e le parole sembrano troppo poche – finché non lo sono più. C’è stato un piccolo coro allegro di «buon compleanno». Lei se ne stava lì in piedi, battendosi una mano sul cuore e assorbendo tutto. Le parole sono penetrate. La rabbia si è dissipata. La speranza si è fatta vedere. Il formicolio è diventato tangibile.

Non sappiamo mai cosa una persona stia affrontando o combattendo. Le cose non sono sempre come sembrano.

In questo momento viviamo in un mondo capovolto. Potremmo essere tentati di rispondere all’odio con l’odio. Di vendicarci. Di allontanarci. […] Ma c’è un modo migliore.

Pensavo di aver bisogno di oggetti per il pensionato, oggi. Invece avevo solo bisogno di un promemoria: forse ne hai bisogno anche tu?

Non giudichiamo troppo in fretta. E obbediamo prontamente. Affidiamoci allo Spirito Santo perché ci guidi.

Il cuore umano, guidato dall’Amore, non ti porterà fuori strada. —Anonimo1

Amare come Gesù

Giovanni 3:16 ci dice cosa significa amare come Gesù: «Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo Figlio unigenito». L’amore divino si dona con sacrificio. Amare come Gesù significa non tenere troppo stretto tutto ciò che possediamo, essere disposti a rinunciare a denaro, tempo e beni per servire gli altri. […] Quando vediamo un fratello o una sorella nel bisogno e abbiamo risorse che potrebbero aiutarli, dobbiamo condividere con loro ciò che abbiamo (Giacomo 2:15-17; 1 Giovanni 3:16-17).

Gesù amava in modo indiscriminato. […] Ricchi e poveri, giovani e anziani, religiosi e pagani, la gente accorreva ad ascoltare Gesù perché Lui li amava (Marco 10:1; Matteo 9:35-36; Luca 18:18).

Amare come Gesù significa che non possiamo essere selettivi in come trattiamo le persone. […] Dobbiamo trattare ogni essere umano con dignità e rispetto, ricordando che è una creazione speciale, disegnata a immagine di Dio (1 Giovanni 2:9-10; 4:20-21). Dobbiamo lavorare per liberare i nostri cuori dai pregiudizi razziali, dallo snobismo socioeconomico e dalla superiorità religiosa. Niente di tutto ciò appartiene alla vita di chi vuole amare come ama Gesù. —GotQuestions.org2

Amare l'inamabile

Quando dimostri amore e considerazione per persone che non ti attraggono particolarmente o che pensi non lo meritino, tu doni loro il mio amore, che va oltre l’amore umano. In realtà, è una manifestazione del mio amore ancora più grande in confronto a quando mostri amore a qualcuno a cui ti senti vicino. Non significa essere ipocrita o falso. Al contrario, significa adempire il mio comandamento di amare il prossimo come te stesso. Stai agendo secondo la mia Parola e permetti al mio amore di spingerti a fare qualcosa di buono.

Anche se qualcuno potrebbe non piacerti particolarmente, questo non dovrebbe impedirti di amarlo con il mio amore. Nessuno è troppo cattivo per Me o fuori dalla portata del mio amore; voglio che tu aiuti a trasmettere questo messaggio agli altri. Anche se forse tu non provi questi sentimenti nei loro confronti, Io li provo. Quando dimostri amore e comprensione nei loro confronti, stai donando loro il mio amore.

Quando manifesti attenzione e affetto senza discriminazioni, esprimi il mio amore. Non solo benedirò le persone a cui mostri amore e considerazione, ma benedirò anche te. Continuando a donare il mio amore, indipendentemente da come ti senti, sei il mio messaggero d’amore e adempi la mia volontà.

Condividi ciò che hai

«Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace» (Ebrei 13:16).

Vedi quelle sei piccole parole, nascoste in mezzo a questa frase?

Mettete in comune ciò che avete.

Quando conduciamo la nostra vita disposti a condividere ciò che Dio ci ha dato, vediamo come questo lo fa sentire: «… è di tali sacrifici che Dio si compiace».

Tutto intorno a noi ci sono persone che hanno bisogno di incoraggiamento. Cosa puoi fare per sollevare il loro spirito? Potrebbe essere il dire una parola gentile. Potrebbe essere la condivisione di un pasto modesto. Potrebbe essere il dono di un orecchio attento o di una preghiera pronunciata con fede. Qualunque cosa possiedi – materialmente o emotivamente – decidi di essere una persona che condivide regolarmente e con gioia ciò che ha.

Anche i piccoli sacrifici – del nostro tempo o delle nostre risorse – piacciono al Signore. Questa settimana tendiamo la mano e benediciamo volentieri gli altri con una parte delle provviste che Cristo ha già elargito a noi. —Karen Ehman3

Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 26 maggio 2026.


1 “Soul Nudges and Heart Tingles”, The Everyday Good, 12 agosto 2022, https://www.theeverydaygood.com/post/soul-nudges-and-heart-tingles

2 “Cosa significa amare come Gesù?” GotQuestions.org, https://www.gotquestions.org/Italiano/amare-come-Gesu.html

3 Karen Ehman, “Share Your Stuff; Serve the Lord,” Proverbs 31, 12 ottobre 2020, https://proverbs31.org/read/devotions/full-post/2020/10/12/share-your-stuff-serve-the-lord

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