Il coraggio di andare avanti

Maggio 22, 2026

Compilazione

[Courage to Keep Going]

Geremia 17:7-8 ci dice: «Benedetto l'uomo che ha fiducia nel Signore e che in Lui ha riposto speranza e certezza. È come un albero piantato lungo un ruscello, che estende le sue radici nell’acqua. Non sarà afflitto dal caldo né si preoccuperà di lunghi mesi di siccità. Le sue foglie rimarranno verdi e non cesserà di portare frutto».1

La vita è difficile. È dura. Questo brano menziona due tipi di difficoltà che potremmo affrontare: caldo e siccità.

Il caldo rappresenta le crisi improvvise della vita. Il caldo arriva all’improvviso. L’incidente. Il cancro. La morte. Qualcuno esce dalla tua vita. È una crisi improvvisa. Come sopporti il caldo nella tua vita, quando arriva sul serio?

Poi c’è la siccità. La siccità rappresenta lunghi periodi in cui devi andare avanti senza qualcosa di cui pensi di avere bisogno.

Sei senza lavoro. Non hai entrate. Sei privo d’energia. Qualcuno esce dalla tua vita. Devi fare a meno di alcune cose. Come gestisci situazioni di questo tipo?

Nota tre parole nel brano di Geremia: fiducia, speranza e certezza. […]

È possibile essere come un albero che continua a fiorire anche in mezzo al caldo o in un periodo di siccità.

Per avere la massima certezza, bisogna riporla in qualcosa che non ci potrà mai essere tolta. E c’è una sola cosa che non potrà mai esserci tolta: il nostro rapporto con Dio mediante Gesù Cristo.

La tua certezza deve essere nel Signore. Allora, quando arriverà il caldo, quando arriverà la siccità, non sarai spazzato via, perché le tue radici vanno in profondità e continuerai a portare frutto. —Rick Warren2

Termina la gara

Olimpiadi 1968, Messico. La maratona è l’ultimo evento in programma. Lo stadio olimpico è pieno zeppo e c’è grande entusiasmo quando il primo atleta, un corridore etiope, entra nello stadio. La folla esulta quando lui taglia il traguardo.

Molto più indietro nella gara c’è un altro maratoneta, il tanzaniano John Stephen Akhwari. È stato eclissato dagli altri corridori. Dopo 30 km la testa gli scoppia, i muscoli sono indolenziti e lui cade a terra. Ha delle ferite gravi alle gambe e i funzionari vogliono che si ritiri, ma lui rifiuta. Con un ginocchio fasciato, Akhwari si rialza e percorre zoppicando i restanti 12 km fino al traguardo. Un’ora dopo che il vincitore aveva terminato la gara, Akhwari entra nello stadio. Il pubblico è già uscito, tranne poche migliaia di persone.  Akhwari percorre la pista a un passo penosamente lento e collassa appena passato il traguardo.

È uno degli sforzi più eroici di tutta la storia olimpica. In seguito, quando un giornalista gli chiede perché non si era ritirato, Akhwari dice: «Il mio paese non mi ha mandato qui per cominciare la gara. Mi hanno mandato a finirla». —Da storiesforpreaching.com3

*

Quando sei confuso e ferito dalla vita, continua ad andare avanti; il tuo Creatore non ti ha mandato qui per cominciare la gara, ma per portarla a termine!

Continua ad andare avanti, a qualunque costo. Continua a combattere, per quante ferite tu possa ricevere. Continua a correre, a dispetto delle volte in cui inciampi e cadi. I tuoi lividi, le tue ferite, i tuoi graffi e le tue cicatrici sono medaglie d’onore agli occhi del Signore, segno che hai avuto la fede, il coraggio, la determinazione e la dedizione di continuare ad andare avanti, anche quando era difficile! Sarai anche caduto, ma hai rifiutato di arrenderti.

Alla fine della gara, sarai in grado di dire, come l’apostolo Paolo: «Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno» (2 Timoteo 4:7–8). —Anonimo

Taglia il traguardo

Recentemente, insieme a due amici e a mio fratello, ho partecipato a un evento molto speciale: la «Fisherman’s Friend Strongman Run»! È una corsa su 15 km e include trenta ostacoli di varie difficoltà. C’è del fango appiccicoso che ti risucchia i piedi in fretta e devi continuare a muoverti per non affondare. Poi ci sono alcune parti in un fiume gelido, da attraversare a nuoto o a guado, che mettono alla prova la tua resistenza. Reti, fossi, pneumatici, pendii ripidi – tanti buoni motivi per trovare la scusa che era impossibile farcela. In realtà è possibile.

Un nostro buon amico, un atleta serio, ci ha detto, ridendo: «Se riuscite a restare in piedi, ce la farete!» E le sue parole si sono dimostrate vere più di una volta. Proprio quando sentivo che era troppo e avevo i muscoli stanchi e doloranti, pensavo: Devo solo restare in piedi e andare avanti. Passo dopo passo, ostacolo dopo ostacolo, tra fango spesso e bollente e correnti d’acqua gelida, ce l’ho fatta.

Anzi, tutti e quattro abbiamo tagliato il traguardo insieme, cementando risultato e amicizia con una conclusione trionfante! È stata un’esperienza incredibile e siamo molto grati di averla fatta.

Adesso il versetto biblico «Corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù» (Filippesi 3:14) ha più significato di prima per me! Condurre una vita cristiana non è facile; ci vogliono disciplina, lavoro duro e perseveranza. A volte mi sento come se l’unica cosa che posso fare è restare in piedi. Poi scopro che la sua potenza si mostra perfetta nella mia debolezza (2 Corinzi 12:9) e quando ho fatto tutto il possibile per restare in piedi, interviene Lui e mi porta (Deuteronomio 1:31; Isaia 40:11).

Indubbiamente la vita ha i suoi problemi e i suoi ostacoli, ma c’è anche un traguardo dove il Signore e i nostri cari ci aspettano per festeggiare. Come Paolo, non ritengo di essere già arrivato (Filippesi 3:13). Mi limito a restare in piedi, con gli occhi puntati su di Lui, sapendo che quando arriverà il momento, taglieremo quel traguardo insieme. —Chris Mizrany

La forza gloriosa di Dio

Quando diamo la nostra vita a Cristo, inizia un viaggio epico in cui ci sono molte cime elevate in cui la nostra bocca è piena di risate e molte valli in cui i nostri occhi sono colmi di lacrime. Diventare cristiani non vuol dire che «vivremo per sempre felici e contenti».

No, la vita del cristiano è fatta di molte difficoltà e avversità, oltre che di molti miracoli e successi. Quindi, dobbiamo alzare le vele per un viaggio lungo e comprendere che la nostra vita non sarà sempre una crociera. Ci saranno tempeste in cui le onde saranno alte e i venti impetuosi. Per questo dobbiamo avere un cuore perseverante, un cuore che dice: «Non mi arrenderò mai. Non sarò un cristiano da cieli azzurri. M’impegnerò a lungo termine, nonostante qualsiasi tempesta».

La buona notizia è che Dio promette di darci una forza celeste durante questo viaggio; non la sopportazione a denti stretti, ma la forza gloriosa del cielo. Questo ci dà gioia anche in mezzo alle sofferenze e ci aiuta a sopportare l’insopportabile. Prega che Dio ti conceda la sua forza gloriosa oggi. —Mark Stibbe4

Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese l’8 novembre 2022.


1 TLB tradotto.

2 https://pastors.com/how-to-keep-on-trusting-god.

3 https://storiesforpreaching.com.au/sermonillustrations/determination/they-sent-me-to-finish.

4 God’s Word for Every Need (Destiny Image Publishers, Inc., 2016).

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