Chiavi per superare l’amarezza

Maggio 4, 2026

Il tesoro

[Keys for Overcoming Bitterness]

La Bibbia parla in senso figurato del frutto negativo dell’amarezza e avverte i credenti di non permetterle di mettere radici nella loro vita. «Badando bene che nessuno rimanga privo della grazia di Dio e che non spunti alcuna radice di amarezza, che vi dia molestia e attraverso la quale molti vengano contaminati» (Ebrei 12:15). Immediatamente prima di lanciare questo monito, l’autore incoraggia i credenti a «impegnarsi a cercare la pace con tutti» (Ebrei 12:14).

Questa immagine di una «radice di amarezza» [o «velenosa»] si riferisce a un passo del libro del Deuteronomio: «Non vi sia tra voi uomo o donna o famiglia o tribù il cui cuore si allontani dall’Eterno il nostro Dio; […] non vi sia tra di voi radice alcuna che produca veleno e assenzio» (Deuteronomio 29:18). Alcuni dei frutti che questa radice velenosa può produrre sono la rabbia, il risentimento, l’invidia, l’odio, l’incredulità e l’incapacità di perdonare.

Quando permettiamo a questo veleno di crescere, il nostro cuore può indurirsi e ogni aspetto della nostra vita può venirne influenzato, compreso il nostro rapporto con Dio e con gli altri. Più gli permettiamo di crescere nella nostra vita, più profondamente si radica nella nostra vita spirituale, nella nostra personalità e nelle nostre reazioni e interazioni con gli altri. La Bibbia ci dice: «Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia. Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo» (Efesini 4:31–32).

Un principio importante per non permettere all’amarezza di mettere radici è quello di «fortificarsi nel Signore e nella forza della sua potenza» (Efesini 6:10) — armarsi della Parola di Dio, della preghiera e del suo Spirito, con fede e fiducia nel Signore, affidando a Lui tutte le nostre preoccupazioni e riponendo in Lui la nostra fiducia. Tuttavia, rimanere vicini al Signore non è una cosa che facciamo solo quando preghiamo e leggiamo la Bibbia; è una relazione personale con Lui che dobbiamo vivere in ogni aspetto della vita quotidiana. «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10).

Come cristiani, siamo chiamati a «camminare in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio» (Colossesi 1:10). Dobbiamo «camminare nell’amore come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi», e «camminare come figli della luce» (Efesini 5:2, 8). La Bibbia ci avverte, tuttavia, che «chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi» (1 Giovanni 2:11).

La Bibbia ci dice che «Dio è amore, e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Giovanni 4:16). È difficile vedere il bene in qualcuno che non si ama, ma se si ama qualcuno con l’amore di Dio è molto più facile chiudere un occhio e perdonare i suoi difetti. «Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati» (1 Pietro 4:8). L’amore copre il peccato con il perdono.

L’esortazione al perdono

Per quanto riguarda il perdono, Gesù ha posto l’asticella molto in alto con i suoi insegnamenti, la sua vita e le sue parole sulla croce, quando pregò che quelli che lo avevano crocifisso venissero perdonati (Luca 23:34). Come suoi seguaci, abbiamo ricevuto il perdono del Signore e ci viene chiesto di perdonare gli altri. «Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Matteo 6:14–15). Tutti dobbiamo chiedere al Signore con umiltà di aiutarci ad avere misericordia degli altri, sapendo che noi stessi dobbiamo essere perdonati per molti peccati. Ricordare che siamo peccatori e che abbiamo commesso molti errori ci aiuta a imparare a «perdonarci a vicenda come anche Dio ci ha perdonati in Cristo» (Efesini 4:32).

Anche quando facciamo del nostro meglio per amare e servire il Signore, la vita non sarà perfetta ed è inevitabile che ci siano situazioni difficili o dolorose, fintanto che viviamo in un mondo decaduto con persone imperfette – noi compresi. Quando ci sono attriti o difficoltà nei rapporti con gli altri, la Bibbia ci insegna a fare la nostra parte per risolvere la situazione. Il Signore sa che mantenere la memoria tali offese non farà altro che ferirci, trascinarci giù e causarci una vita infelice.

Gesù ci ha insegnato cosa fare quando siamo feriti, offesi o arrabbiati con qualcuno: «Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Matteo 18:15). E se sei tu ad aver offeso, devi essere tu ad andare da tuo fratello o da tua sorella: «Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti» (Giacomo 5:16). Naturalmente, quando ti rivolgi a qualcuno per tali offese, è importante chiedere al Signore di aiutarti a farlo con amore e umiltà ed essere disposto e aperto ad ascoltare qualsiasi rimostranza possa esserci nel suo cuore.

Il Signore sa bene quali problemi possano causarci quelle ferite e offese se le nutriamo nel nostro cuore. Ecco perché ha detto: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe» (Marco 11:25). Il Signore non solo ci dice di assicurarci di non serbare rancore verso nessuno, ma ci dice anche che, se sentiamo che qualcuno serba rancore nei nostri confronti, dovremmo fare il possibile per risolvere anche quella situazione (Matteo 5:23–24).

Perdonare non significa chiudere un occhio su danni, torti o cattiverie, né continuare relazioni dannose. Gesù disse: «Se tuo fratello pecca contro di te, riprendilo; e se si pente, perdonagli» (Luca 17:3–4). Anche nel caso in cui ciò comporti la rottura di un rapporto, siamo comunque chiamati a perdonare, come risulta evidente dalla risposta di Gesù a Pietro quando questi gli chiese: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette» (Matteo 18:21–22).

Quando iniziamo a riconoscere il Signore in tutte le nostre vie e ad affidarci a Lui con tutto il cuore, ne terremo conto in ogni cosa che affrontiamo, per quanto possa essere difficile o preoccupante la situazione (Proverbi 3:5–6). Sappiamo che Dio è fedele e ha promesso che non permetterà che siamo tentati oltre le nostre forze. Ma quando siamo tentati, ci fornirà anche una via d’uscita affinché possiamo sopportarla (1 Corinzi 10:13). Come suo figlio, puoi confidare che la sua mano è sulla tua vita e riposare nella certezza che Lui – il tuo Buon Pastore – è con te e che la sua Parola promette che «tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio» (Romani 8:28).

Il Signore può permettere o utilizzare situazioni o persone che ci causano problemi o sfide, per mettere alla prova la nostra fede e aiutarci a crescere spiritualmente e imparare ad avvicinarci a Lui e a dipendere da Lui. L’apostolo Pietro scrisse: «Queste prove servono a verificare se la vostra fede è forte e genuina. Essa viene messa alla prova come l’oro è messo alla prova dal fuoco, che lo rende puro.  La vostra fede è ben più preziosa dell’oro, perciò, se risulta genuina, riceverete lode, gloria e onore a Dio» (1 Pietro 1:7). Quando permettiamo a questi momenti di difficoltà di avvicinarci al Signore, il nostro amore per Lui aumenta e possiamo «esultare di gioia ineffabile e gloriosa» (1 Pietro 1:8).

Ringraziamo il Signore per la sua amorevole cura e per la sua mano che ci accompagna nella vita, indipendentemente dalle difficoltà, dalle sfide e dalle perdite che potremmo affrontare. Poiché abbiamo il Signore e il suo amore e abbiamo fede nella sua Parola, nutriamo speranza in un futuro migliore e conosciamo il finale meraviglioso di questa storia.

Una visione positiva e grata

Uno dei modi per impedire che le radici velenose dell’amarezza crescano nella nostra vita è non permettere che semi amari, critici o negativi attecchiscano nel giardino della nostra mente e del nostro cuore. Se desideriamo sinceramente che il Signore faccia crescere nella nostra vita i suoi meravigliosi frutti rigeneranti, dobbiamo collaborare con Lui per «sradicare, demolire, abbattere e distruggere» ogni seme o radice di amarezza nei nostri cuori e nelle nostre menti (Geremia 1:10).

L’apostolo Paolo incoraggiò i credenti a «non angustiarsi di nulla, ma in ogni cosa far conoscere le [loro] richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4:6). Proseguì esortando i credenti a concentrare deliberatamente i loro pensieri su cose buone e divine. «Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri». E quando lo facciamo, «la pace di Dio, che supera ogni comprensione, custodirà i nostri cuori e le nostre menti in Cristo Gesù» (Filippesi 4:7–8).

Una delle lezioni che impariamo nel corso della vita è quella di riporre la nostra fiducia nel Signore e di essere soddisfatti in qualunque situazione ci troviamo, sia nell’abbondanza che nell’indigenza (Filippesi 4:11–12). Come cristiani, siamo il popolo più benedetto del mondo. Abbiamo la promessa della vita eterna in cielo con Dio, dove non ci saranno più morte, dolore, lutto, lacrime o tristezza e Dio asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi (Apocalisse 21:4). Abbiamo le promesse di Dio nella sua Parola, che ci danno gioia, speranza, conforto e pace. Abbiamo l’amore incondizionato di Cristo, che ha dato la vita per noi e abbiamo il privilegio di partecipare alla sua opera di attuazione del regno sulla terra. Abbiamo la benedizione di far parte della sua chiesa e di condividere la nostra vita e la nostra fede con i nostri fratelli e sorelle nella fede.

Ognuno di noi si sforzi di dimenticare ciò che sta alle spalle – per quanto sia difficile, doloroso o offensivo – e di protendersi verso ciò che sta davanti, di correre verso la meta, verso il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù (Filippesi 3:13–14). «Offriamo continuamente a Dio la nostra lode per mezzo di Gesù» (Ebrei 13:15), mentre contiamo le nostre benedizioni e meditiamo sulla bontà di Dio.

Una preghiera per la guarigione e il perdono

Signore Gesù, la tua Parola dice che quando guardiamo a Te, siamo raggianti di gioia e i nostri volti non saranno svergognati; quando gridiamo a Te, Tu ci esaudisci e ci salvi da tutte le nostre avversità (Salmi 34:5–6). Ti prego, guariscimi da ogni ferita, risentimento o offesa che io o i miei cari abbiamo provato e aiutami a non lasciare spazio nel cuore o nella mente a nessuna radice velenosa. Aiutami ad avere la fede necessaria per affidare tutto nelle tue mani amorevoli e a gettare su di Te ogni mia ansia e preoccupazione (1 Pietro 5:7).

Prego sinceramente di poter perdonare chiunque mi abbia offeso, abbia provocato in me risentimento o amarezza, o abbia in qualche modo influenzato negativamente, ferito o turbato me o i miei cari. Aiutami, ti prego, a perdonare gli altri, proprio come Tu hai perdonato me (Luca 11:4). Perdonami per tutti i miei peccati, Signore, e aiutami a confidare che Tu, come autore e perfezionatore della mia fede, operi in ogni cosa che mi succede in questa vita (Ebrei 12:2). Fa’ che io possa imparare a «rallegrarmi sempre, pregare senza sosta e rendere grazie in ogni circostanza», sapendo che questa è la tua volontà per me (1 Tessalonicesi 5:16–18).

Grazie per avermi fatto dono della vita e dell’amore; grazie per la tua bontà e misericordia che «mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita» fino a quando «abiterò nella tua casa per lunghi giorni» (Salmi 23:6). Aiutami a confidare nella tua promessa di far cooperare tutte le cose al bene di quelli che ti amano (Romani 8:28). Ti chiedo di aiutarmi a dimorare nel tuo amore affinché i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni trabocchino dei frutti del tuo Spirito: amore, pazienza, gentilezza, bontà, mansuetudine e autocontrollo (Galati 5:22–23). Nel nome di Gesù, amen.

Pubblicato originariamente nel novembre 1980. Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 4 maggio 2026.

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