L’esortazione a ricordare

Aprile 22, 2026

Compilazione

The Call to Remember[]

Io rievocherò i prodigi del Signore; sì, ricorderò le tue meraviglie antiche, mediterò su tutte le opere tue e ripenserò alle tue gesta. —Salmi 77:11-12

Uno dei temi principali che ho notato nella Bibbia è quanto sia importante ricordare. In tutte le Scritture, Dio esorta il suo popolo a ricordare la sua bontà.

Nel libro del Levitico, Dio stabilì per il popolo d’Israele regolari momenti di commemorazione settimanali e annuali. Ad esempio, il sabato era un momento settimanale per ricordare come Dio si riposò il settimo giorno. La Pasqua arrivava a cadenza annuale per ricordare come Dio liberò gli Israeliti dall’Egitto. […]

Nei Salmi, Davide e altri autori meditavano sulle opere e sulle meraviglie di Dio. Esortavano il lettore a ricordare la fedeltà di Dio in passato e a soffermarsi sulla sua bontà. In modo particolarmente toccante, durante l’Ultima Cena Gesù invitò i suoi seguaci a condividere il pane e il calice in memoria di Lui.

È chiaro che Dio chiede ai suoi seguaci di essere un popolo caratterizzato dal ricordo. Ricordare la bontà divina ha una grande forza.

Gli Israeliti dimenticarono diverse volte il Signore e la sua bontà nei loro confronti. Passavano da periodi in cui erano fedeli a ricordare a periodi di dimenticanza. Quando dimenticavano Dio, diventavano schiavi dell’idolatria e dell’oppressione.

Vedo il mio cuore riflesso nella storia di Israele. Dimentico molto in fretta tutto ciò che Dio ha fatto per me. […] Ho notato che sono più vulnerabile all’ansia quando concentro la mia attenzione sulla delusione e sul dolore. […]

Tuttavia, accade il contrario quando mi soffermo sulla bontà divina nella mia vita. Mi rendo conto di come Lui abbia guidato e sostenuto la mia vita fin dal giorno in cui sono nata. Ricordo i periodi difficili che mi ha aiutato a superare e il modo in cui ha fatto maturare il mio cuore. Sono colpita dalle relazioni profonde e significative che mi ha donato nelle diverse fasi della mia vita. Ricordo soprattutto il modo in cui mi ha amato incondizionatamente e ha perdonato i miei peccati. […]

Alla fine di ogni giornata mi piace fare il punto della situazione e chiedere a Dio di rivelarmi la sua bontà e la sua grazia. Questo può includere momenti molto piccoli, come la grazia di gestire una conversazione difficile, l’energia in un momento in cui mi sentivo debole, o la bellissima mattina nebbiosa mentre andavo al lavoro. Cercare le impronte di Dio nelle piccole cose mi permette di vedere gli schemi più ampi della sua bontà nella mia vita.

Circa una volta all’anno, rileggo i miei diari. Ogni volta rimango colpita dai modi in cui Dio è stato fedele nella mia vita. Ricordo momenti in cui mi sentivo persa e spaventata, ma in realtà Dio era all’opera in modi che a quel punto non riuscivo a vedere. Sono colpita da come Dio abbia ripetutamente usato situazioni dolorose per condurmi a una più profonda intimità con Lui. […]

Anche nei momenti più difficili, Dio mi invita a riformulare la mia prospettiva. Mi invita a ricordare chi Lui è e cosa ha fatto. Non voglio dimenticarlo. —Hannah1

Ricordare chi siamo e a chi apparteniamo

In tutto l’Antico Testamento troviamo continui richiami a non dimenticare.

Deuteronomio 8:2 ci dice: «Ricordati di tutto il cammino che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti». Ecclesiaste 12:1 dice: «Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni cattivi e giungano gli anni dei quali dirai: “Non ho in essi alcun piacere”». E il salmo 77:11 dice: «Ricorderò le opere del Signore; sì, ricorderò i tuoi miracoli di tanto tempo fa». […]

Dio dice: «Ricordati». Dobbiamo ricordarci chi siamo e a chi apparteniamo. Perché dobbiamo ricordarci? Non per tornare indietro e pensare con nostalgia: «Ricordo quando le cose andavano bene». I ricordi ci rendono consapevoli di tutte le cose meravigliose di cui dovremmo essere grati e di ciò che Dio ha fatto per noi in passato. Inoltre, il nostro ricordo dovrebbe ispirare in noi la fiducia che Dio agirà continuamente a nostro favore e che «opera per il bene di quelli che lo amano, che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Romani 8:28).

Prendiamoci un momento per ricordare e magari prendiamo carta e penna per annotare dove Dio ci ha incontrati e dove ci sta incontrando. Così potremo aprirgli ogni aspetto della nostra vita e affidarci a Lui, ovunque voglia condurci. […]

Come credenti, dobbiamo fissare i nostri cuori e le nostre menti sulle cose di lassù, ricordando che quando abbiamo accolto Gesù nella nostra vita l’abbiamo messa a morte e ora viviamo per Cristo (Colossesi 3:1–3). Possiamo noi vivere nella pienezza di Gesù Cristo, ricordando che Lui è la nostra vita e che un giorno anche noi appariremo con Lui in gloria (Colossesi 3:4). —Living Truth2

Ricordare il fattore Dio

Nella vita tutti affrontiamo momenti in cui ci sentiamo sopraffatti dalle avversità. Siamo circondati da difficoltà o da problemi economici o di salute. Quando affrontiamo un ostacolo dopo l’altro, sembra quasi che la vita cospiri contro di noi. Possiamo rimanere straniti e confusi al punto da cominciare a dubitare del buon disegno divino per la nostra vita. È importante ricordare, però, che, anche se le sfide possono sembrare insormontabili, non hanno l’ultima parola. La chiave per superare le avversità è a portata di mano. È la fiducia nel «fattore Dio»: l’intervento divino nella nostra vita.

«Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio» (Marco 10:27). L’autorità e l’onnipotenza divina possono alterare qualsiasi circostanza o darci la grazia di fronteggiare le sfide in arrivo. Con Dio, l’impossibile diventa possibile. La fede in Dio e nelle sue promesse cambia il corso degli eventi.

Ricorda che Dio è sovrano in ogni situazione. È il Dio dei miracoli, il Dio delle circostanze straordinarie, il Dio dell’impossibile. È il Dio che cammina con noi in ogni valle buia. Non si tratta di una pia illusione, si tratta di applicare la fede alla nostra realtà e vedere come l’Onnipotente fa funzionare tutto per il nostro bene (Romani 8:28). —Gabriel e Sally García

La costante esortazione a ricordare

Fate questo in memoria di me—Luca 22:19

L’invito a ricordare non è semplicemente un «non dimenticate ciò che è accaduto»; è un’esortazione a ricordare che la potenza di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti non si è esaurita né si esaurirà. Tutto ciò che Dio ha compiuto sulla croce continua con una potenza che è a nostra disposizione in una gamma di possibilità in costante espansione. Ecco cosa Lui non vuole che dimentichiamo: che ciò che è stato iniziato sulla croce continua fino ad ora. […]

Dobbiamo ricordare la speranza, perché il Signore ci chiede di alzare lo sguardo su di Lui. Non lasciarti sconfortare dalla società o dalle cose che ti opprimono. Gesù mostrerà ripetutamente il suo amore lì dove ti trovi. Dobbiamo soprattutto ricordare Gesù.

Lui è vivo. Giovanni si trova sulla minuscola isola di Patmos, è isolato e non può fare nulla per il suo futuro, quando Gesù gli appare e gli dice: «Ecco, ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e degli inferi» (Apocalisse 1:18). Alleluia! Non c’è nulla che Lui non possa aprire. È vivo. […]

Lui è attivo. Ebrei 7:25 dice che Gesù continua a intercedere per noi, sempre. Gesù sta pregando per te e per me in questo stesso momento.

Lui è al nostro fianco. Quel giorno sulla via per Emmaus, i discepoli pensavano che ogni speranza che avevano nutrito fosse svanita nella città che si lasciavano alle spalle, Gerusalemme, che la loro speranza in un Messia fosse svanita tra le nuvole di una giornata tempestosa sul Calvario e che ora la sua tomba fosse stata profanata. Che speranza può esserci per il futuro? — si chiedevano. Poi uno Straniero si unisce a loro lungo la strada e poco dopo scoprono che Colui che si era avvicinato a loro quando pensavano che tutto fosse andato perduto era il Salvatore risorto.

Lui va in avanti. Filippesi 1:6 dice: «Colui che ha cominciato in voi un’opera buona la condurrà a compimento fino al suo ritorno». Ricordiamoci queste cose. —Jack Hayford3

Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 21 aprile 2026.


1 Hannah, “The Power of Remembrance”, Grace to Be Imperfect (blog), 9 novembre 2019,  https://gracetobeimperfect.wordpress.com/2019/11/09/the-power-of-remembrance

2 “Remember”, dal devozionale Living Truth.

3 Jack Hayford, “The Constant Call to Remember”, Jack Hayford Ministries, https://www.jackhayford.org/teaching/articles/the-constant-call-to-remember

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