Compilazione
Nessuno ha mai immaginato ciò che Dio ha preparato per quelli che lo amano. —1 Corinzi 2:9
Un versetto mozzafiato! Capisci cosa dice? Il Cielo va oltre la nostra immaginazione. Non possiamo concepirlo. Nel nostro momento più creativo, nei nostri pensieri più profondi, al nostro livello più eccelso, non riusciamo ugualmente a comprendere l’eternità.
Prova a fare questo: immagina un mondo perfetto. Qualsiasi cosa significhi per te, immaginalo. Vuol dire pace? Allora immagina una tranquillità assoluta. Un mondo perfetto implica gioia? Allora crea la tua felicità più sublime. In un mondo perfetto ci sarà amore? Se è così, considera un mondo in cui l’amore non ha limiti.
Qualsiasi cosa il Cielo significhi per te, immaginalo. Fissatelo bene nella mente. Goditelo. Sognalo. Desideralo. Poi sorridi, mentre il Padre ti ricorda che nessuno ha mai immaginato ciò che Dio ha preparato per quelli che lo amano.
Qualsiasi cosa tu possa immaginare è inadeguata. Qualsiasi cosa chiunque possa immaginare è inadeguata. Nessuno ci si è mai avvicinato. Nessuno.
Pensa a tutte le canzoni sul Cielo. Tutte le raffigurazioni artistiche. Tutte le lezioni predicate, le poesie scritte e i capitoli stilati. Quando si tratta di descrivere il Cielo, siamo tutti dei felici fallimenti. È al di là di noi stessi. […]
Immagina di vedere Dio, di fissare in faccia tuo Padre. Di sentire su di te lo sguardo del Padre. Sono cose che non cesseranno mai.
Farà ciò che ha promesso di fare. Farò tutte le cose nuove, ha promesso. Restituirò ciò che fu tolto. Restituirò i tuoi anni passati piegato sulle stampelle e intrappolato su sedie a rotelle. Restituirò i sorrisi sbiaditi dal dolore. Ripeterò le sinfonie mai udite da orecchie sorde e i tramonti mai visti da occhi ciechi.
I muti canteranno. I poveri banchetteranno. Le ferite guariranno. Farò tutte le cose nuove. Restituirò tutte le cose. Il bambino portato via dalla malattia correrà tra le tue braccia. La libertà persa a causa dell’oppressione danzerà nel tuo cuore. La pace di un cuore puro sarà il mio dono a te.
Farò tutte le cose nuove. Nuova speranza. Nuova fede. Soprattutto, nuovo Amore. L’Amore di cui parlano tutti gli altri amori. L’Amore davanti al quale tutti gli altri amori impallidiscono. L’Amore che hai cercato in mille porti in mille notti […] questo mio Amore sarà tuo (Vedi Apocalisse 21:5).—Max Lucado1
Un’eredità gloriosa
Poi udii dal cielo una voce che mi diceva: «Scrivi: Beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; sì, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono». —Apocalisse 14:13
La Bibbia promette che in Cielo riceveremo un’eredità gloriosa: quella della vita eterna in tutta la sua pienezza.
T’immagini di rispondere a chi bussa alla porta e trovare una persona che ti notifica che hai ereditato un regno? È inconcepibile; ma per chi crede in Gesù è esattamente ciò che succede quando apri la porta del tuo cuore e inviti Gesù a entrare e abitare con te. Lui promette di condividere con te la sua abbondanza di ricchezze, potere e gloria.
L’eredità è una verità biblica (menzionata oltre duecento volte) che troverà la sua completa realizzazione in Cielo. Dio ci ha scelto come sua eredità, il popolo che gli appartiene (Salmi 33:12). Ha anche scelto «per noi la nostra eredità» (Salmi 47:4). I cimeli di famiglia possono bruciare in un attimo, ma noi riceveremo «un’eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile», «conservata in cielo per voi» (1 Pietro 1:4).
Dio disse ai sacerdoti di Israele che non avrebbero ereditato alcuna terra, perché Lui sarebbe stato la loro eredità (Ezechiele 44:28). Era un’anticipazione della promessa del Nuovo Testamento che la chiesa di Cristo, un sacerdozio santo, avrebbe ereditato la vita eterna in Cristo.
Il libro degli Efesini parla specificamente dell’eredità che possiamo aspettarci in Cielo: le «insondabili ricchezze» della grazia divina (Efesini 3:8); «le ricchezze della sua gloria» (Efesini 3:16) e «l’immensità della sua potenza» (Efesini 1:19). Le cose che ereditiamo sulla terra possono essere una grande benedizione, o una terribile maledizione. Innumerevoli vite sono state rovinate dalle ricchezze lasciate a eredi irresponsabili. Comunque, in quanto figli del Re, la nostra eredità non andrà in rovina, né rovinerà noi.
E allora «ringraziamo con gioia il Padre che [ci] ha messi in grado di partecipare alla [eredità] dei santi» (Colossesi 1:12). Che promessa meravigliosa! —Billy Graham2
La speranza del Cielo
Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate. —Apocalisse 21:4
Secondo le Scritture, il Cielo è un posto molto migliore di questa terra. Il Cielo è un posto molto vasto. Ha mura fatte di gioielli, fondamenta fatte di gioielli e porte fate di gioielli. Il Cielo è un posto di luce purissima e libertà illimitata.
È anche importante considerare la qualità della vita che ci è offerta in Cielo. Le Scritture sono molto chiare quando ci assicurano che il Cielo è e sarà un posto in cui non ci saranno più lacrime. Come sarà vivere dove non ci sono più dolori? Molte persone, come me, vivono con un dolore e una sofferenza costante, ma in Cielo non sarà più così.
Poi, secondo le informazioni bibliche, non ci sarà la morte. […] Secondo il Salmista, «è preziosa agli occhi dell’Eterno la morte dei suoi santi»; ma la considerazione più confortante è che il Cielo è dove vive Gesù, che ha detto: «Io vado a prepararvi un posto […] affinché dove sono io, siate anche voi».
Secondo l’apostolo Paolo in 1 Corinzi 15:19, senza la speranza del Cielo, saremmo «i più miseri di tutti gli uomini». Ogni giorno la morte fisica prevale su persone che ci sono care e preziose. Il Signore, però, provvede la speranza certa del Cielo, a nostra consolazione. —Ron Branch
Cittadinanza in Cielo
Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. —Ebrei 11:13
C’è un versetto meraviglioso nel terzo capitolo di Filippesi, che dice: «Le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo». Paolo diceva che quelle cose erano niente, le considerava una perdita. Non valevano niente in confronto a ciò che aveva ricevuto da Gesù Cristo, il Signore.
Paolo proseguì dicendo: «La nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa» (Filippesi 3:20–21).
Siamo qui per le faccende del Re e la nostra vera cittadinanza non è qui. Non possiamo essere fedeli a quella cittadinanza celeste e lasciare che gran parte del nostro tempo sia assorbito dagli affari di questo mondo, nemmeno nelle attuali crisi mondiali. Se crediamo davvero che la nostra cittadinanza è in Cielo, non diventeremmo così attaccati a questo mondo o assorbiti da ogni piccola notizia sulle sue condizioni tragiche. Perché le sue paure ci causano tensione, i suoi problemi ci causano perdita di tempo e di sonno, tempo che potremmo passare in preghiera.
Carissimi, ci sono tantissimi nel mondo che possono occuparsi degli affari del mondo. Il nostro tempo, la nostra forza e il nostro denaro devono essere impegnati dalla parte di nostro Signore Gesù Cristo, dalla parte delle cose eterne. Il nostro atteggiamento come cittadini del Cielo è di essere distaccati da questo mondo, non attaccati a esso! Non di essere conformati a questo mondo, anche se bene informati, ma di essere trasformati dal vivere nelle cose che sono eterne e alla presenza del Signore Gesù Cristo, vivendo in ubbidienza alla sua Parola (Romani 12:2).
Dobbiamo avere la profonda consapevolezza che viviamo per l’eternità e non per il tempo, e che la nostra cittadinanza non può essere messa al secondo posto, mai. Le cose eterne ci chiamano chiaramente oggi, perché il Signore ha bisogno di ogni soldato e quel soldato non può immischiarsi nelle faccende di questo mondo. Non possiamo dedicarci sconsideratamente al mondo temporale, perché saremmo sconfitti spiritualmente da tutto il frastuono che ci circonda. Se solo potessimo vedere gli avvenimenti di questa vita alla luce dei risultati finali che avranno, che cambiamento ci sarebbe nella nostra vita e nel nostro senso dei valori. Dio ci aiuti a mantenere con chiarezza la nostra prospettiva divina.
Filippesi 3:20 afferma che la nostra cittadinanza è in cielo «da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore». Stai aspettando Lui e la sua venuta, che ha promesso? O stai guardando così tanto la TV, i notiziari e tutte le altre cose, che non hai in mente le cose di lassù, ma quelle che sono sulla terra? (Colossesi 3:2).
Ebrei 13:14 dice: «Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura». Accetterai le parole di questi versetti e crederai che in nostro Signore Gesù Cristo puoi avere una dotazione della sua forza, potenza e saggezza, per avere una parte attiva al suo servizio, nelle faccende del regno celeste di cui hai la vera cittadinanza?
La Parola di Dio dice: «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita» (Giovanni 5:24). È lì che sta la tua vita! —Virginia Brandt Berg
Pubblicato sull’Ancora in inglese il 6 settembre 2022.