Investire nella nostra crescita spirituale

Febbraio 12, 2026

Peter Amsterdam

[Investing in Our Spiritual Life]

Si diede con diligenza a cercare Dio […] e finché cercò il Signore, Dio lo fece prosperare. —2 Cronache 26:5

Investire nella nostra vita e crescita spirituale richiede tempo, impegno e autodisciplina. Ci vuole anche fede, perché dare priorità alla vita spirituale vuol dire dedicare meno tempo ad altre cose, proprio quando la nostra vita sembra già essere estremante occupata e il tempo sembra non bastare mai.

Quando ci troviamo davanti a ostacoli o circostanze che ci allontanano dagli impegni per la nostra vita e crescita spirituale, è utile ricordarci che dedicare del tempo al nostro rapporto con Dio è più che importante ed è un investimento per l’eternità. Gesù ci ha insegnato a «cercare prima il regno e la giustizia di Dio» e che quando lo faremo tutto il resto andrà a posto (Matteo 6:33).

Una delle cose che Dio desidera di più è che manteniamo un rapporto stretto con Lui. Anche quando tralasciamo di passare del tempo con Lui, possiamo rilassarci nella certezza del suo amore per noi. Lui conosce la nostra natura, le nostre circostanze e ogni nostra difficoltà. Ci viene incontro nella nostra situazione ed è più che disposto ad aiutarci mentre cerchiamo di approfondire il nostro percorso con Lui.

Vediamo alcuni principii fondamentali per investire nella nostra vita e crescita spirituale.

Collegarsi a Dio con la sua Parola e con l’apporto di contenuti spirituali. Trovare ogni giorno del tempo per assorbire nutrimento e contenuti spirituali è importantissimo per avere una vita spirituale attiva. Gesù affermò che la Parola di Dio è la nostra fonte di nutrimento spirituale, quando citò il versetto dell’Antico Testamento che dice: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio» (Matteo 4:4).

La Bibbia è la Parola di Dio e, proprio come dobbiamo mangiare cibo materiale ogni giorno per nutrirci e stare in buona salute, abbiamo anche bisogno di un nutrimento spirituale quotidiano. Leggere la Parola di Dio e passare del tempo con Lui è una cosa che dobbiamo far rientrare in ogni giorno. Gesù disse: «Le parole che vi ho detto sono spirito e vita» (Giovanni 6:63). Non possiamo permetterci di perdere il nutrimento della sua Parola.

Inutile dire che la nostra fonte di nutrimento spirituale si trova innanzitutto nella Bibbia. La Bibbia delinea il piano divino per l’umanità, dal suo inizio nella Genesi alla sua promessa di trasformazione spirituale mediante la resurrezione, fino alle sue promesse di immortalità e di vita eterna con Dio, che troviamo nel libro dell’Apocalisse. La Bibbia ci offre insegnamenti su Dio e ci fornisce i principi e i parametri per prendere decisioni sagge e comportarci in maniera da compiacere Dio e servire gli altri.

Un’altra fonte di nutrimento spirituale è il materiale devozionale (anche multimediatico) creato da uomini e donne di fede. Le opere ispirate di altri cristiani possono contribuire a rafforzare la fede, darci una comprensione delle Scritture e aiutarci a mettere in pratica la Parola di Dio applicandola alle nostre esigenze e alle nostre sfide correnti.

Dio desidera avere un rapporto profondo con ognuno di noi, come nostro amico e confidente più fidato. Quando creiamo e manteniamo questo rapporto privilegiato con l’amorevole Dio dell’universo passando tempo con Lui e meditando sulla sua Parola, Lui ci guiderà e la sua Parola guiderà le nostre decisioni e le nostre azioni. «Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri» (Proverbi 3:5-6).

Nell’affaccendato mondo di oggi è una sfida ritagliarci ogni giorno del tempo per costruire il nostro rapporto con Dio; ma, come cristiani, dobbiamo dare la priorità a quei momenti dedicati a Lui e alla sua Parola. Quando tranquillizziamo la nostra mente e il nostro spirito e meditiamo sula Parola di Dio, Lui parla al nostro cuore e ci guida nel percorso della nostra vita. Ciò contribuisce a rafforzare il nostro rapporto con Dio e conosceremo così le benedizioni che vengono dal camminare più vicino a Lui.

Sviluppare una vita di preghiera attiva. La preghiera è una componente essenziale della nostra vita spirituale; è il modo in cui comunichiamo con Dio. Possiamo parlare con Lui, lodarlo e adorarlo, confidargli le nostre preoccupazioni, i nostri problemi e le nostre esigenze e chiedergli aiuto, intervento, forza e guida. La preghiera è chiedere che sia fatta la volontà di Dio quando ci rivolgiamo al nostro Padre che è nei cieli. Ascoltiamo la sua voce e gli chiediamo guida, incoraggiamento, consolazione e istruzioni.

La preghiera è il mezzo con cui possiamo intercedere in preghiera per le persone che amiamo e che ci stanno a cuore, per i bisogni della comunità e per persone che si trovano in qualsiasi situazione difficile o stressante. Una vita spirituale è salda quando incorpora una preghiera quotidiana durante l’intera giornata, perché la Bibbia ci insegna a «non cessare mai di pregare» (1 Tessalonicesi 5:17)

Dio ci ha regalato la preghiera. Mediante la preghiera possiamo gettare tutte le nostre preoccupazioni mondane sulle sue spalle forti. Questa vita è piena di preoccupazioni, paure e ansie, ma Paolo ci dice di «non preoccuparci di nulla» e di «pregare per ogni cosa» (Filippesi 4:6). Grazie al cielo non dobbiamo preoccuparci se una questione che ci sta a cuore meriti la preghiera o no. Se il nostro cuore si preoccupa per qualcosa, anche Dio se ne preoccupa. Quando impariamo a unire vita e preghiera, Lui è presente con noi tutto il giorno.

Otteniamo la pace quando affidiamo ansie e preoccupazioni a Dio e confidiamo che Lui otterrà il risultato migliore nella situazione. Il nostro rapporto con Dio si approfondisce con una vita di preghiera costante e impegnata e quando passiamo più tempo in preghiera diventiamo più simili a Gesù.

Mantenere il cuore a posto con il Signore. Tutti pecchiamo; tutti commettiamo errori, ogni giorno. Il Signore lo sa e non ci condanna per la nostra mancanza di perfezione o per le volte che inciampiamo. Gesù conosce tutte le nostre mancanze. Capisce i nostri difetti e le nostre debolezze umane, perché ne ha fatto esperienza vivendo come uomo. Sa che non riusciremo mai a fare tutto nel modo giusto o perfettamente, per quanto ci proviamo.

Se camminiamo con rispetto davanti al Signore, ci sentiremo spinti a confessargli regolarmente i nostri peccati e a chiedergli perdono. Quando sappiamo di essere a posto con Dio, quando nella nostra vita non ci sono peccati inconfessati, è più facile presentarci al Signore per i nostri momenti di culto e preghiera, e avere più fede che Dio potrà benedirci e prendersi cura di noi.

Possiamo entrare in quel luogo meraviglioso di pace e perdono quando confessiamo al Signore le nostre colpe, i nostri errori e i nostri peccati. Possiamo trovare pace nel suo perdono quando ci umiliamo, riconosciamo le nostre colpe e corriamo tra le sue braccia (1 Giovanni 1:9).

Ubbidire a Dio. Come seguaci di Gesù, ci sforziamo di conoscere meglio Lui e la sua Parola. Studiamo, facciamo ricerche e meditiamo sulla verità contenuta nella Bibbia e in altre opere cristiane ispirate. Impariamo a memoria i versetti biblici e studiamo la Bibbia. Parliamo della Parola di Dio con altri credenti.

Tutto questo va benissimo, ma il nostro dovere nei confronti di Dio non termina lì. Un altro punto fondamentale per la nostra crescita spirituale è fare ciò che la Parola di Dio ci dice. Siamo tenuti a ubbidire a ciò che Dio chiede a tutti i cristiani, oltre alle indicazioni e alle istruzioni che rivolge a noi personalmente.

Siamo esortati ad agire e a essere esempi viventi della sua Parola, e questo viene dall’essere facitori a e non uditori soltanto (Giacomo 1:22). Dobbiamo partecipare attivamente al suo grande mandato di raggiungere il mondo con il Vangelo (Matteo 18:19-20).

La nostra ubbidienza al suo comando è accompagnata dalla promessa di una benedizione, come disse Gesù: «Se sapete queste cose, siete beati se le fate» (Giovanni 13:17).

Fratellanza con altri credenti. La Bibbia ci dice di «non abbandonare la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma di esortarci a vicenda» (Ebrei 10:25). Come ha scritto Rick Warren: «Dio vuole che noi sperimentiamo la vita insieme. Questa esperienza condivisa, la Bibbia la chiama adunanza».

Quando passiamo del tempo con altri cristiani adorando il Signore, leggendo la sua Parola, cantando e pregando insieme, ne usciamo più forti. Siamo rinfrescati, la nostra visione si è schiarita e siamo più preparati per quello che il Signore porterà nella nostra vita mentre lavoriamo per il suo regno.

Può essere difficile ritagliarci del tempo per un’adunanza di qualità o per creare una comunità cristiana in cui ci si senta a casa; ma è importante fare uno sforzo per riunirti il più spesso possibile con una comunità di credenti. È importante, non solo per la tua edificazione e il tuo piacere personale, ma anche perché ti dà la forza di fare la differenza nel mondo.

Mentre valuti la tua vita spirituale e investi nella tua crescita spirituale, ricordiamo le meravigliose promesse che le Scritture ci danno sulle benedizioni divine per quelli che lo amano, camminano in ubbidienza a Lui e osservano i suoi comandamenti. In quanto cristiani siamo «una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiamo le virtù di Colui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa» (1 Pietro 2:9).

Pubblicato originariamente nel luglio 2014. Adattato e ripubblicato sull’Ancora in inglese il 12 febbraio 2026.

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