Dennis Edwards
La canzone di Peter Seeger «Where Have All the Flowers Gone» (Dove sono finiti tutti i fiori), trasmette l’inutilità della guerra e il desiderio di pace dell’uomo.
L’umanità ha un desiderio universale di pace, ma quel desiderio non potrà mai essere soddisfatto dall’uomo. Solo l’amore soprannaturale di Dio ci permetterà di amare il nostro prossimo e il nostro nemico come noi stessi. Solo l’intervento di Dio con la seconda venuta di Gesù Cristo fermerà le incessanti guerre dell’uomo.
Solo quando Cristo tornerà, gli uomini saranno costretti dalla sua mano amorevole ma forte a trasformare «le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra» (Isaia 2:4). La pace finalmente arriverà per mille anni, nel Millennio, quando Gesù stesso regnerà sulla terra.
E in quel giorno il leone giacerà con l’agnello e nulla ferirà o distruggerà in tutto il suo santo monte, come profetizzò Isaia. «Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. […] Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del Signore riempirà la terra, come le acque riempiono il mare» (Isaia 11:6-9).
Che mondo meraviglioso sarà allora! Ma l’umanità ha ancora davanti a sé giorni molto pericolosi, giorni di Grande Tribolazione, prima di raggiungere quel regno millenario. «Allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati» (Matteo 24:21-22).
Ma ognuno di noi individualmente può entrare oggi nel regno dell’amore e della pace di Dio e ricevere Gesù nel proprio cuore in questo preciso istante. Non dobbiamo aspettare fino a domani. Possiamo accogliere Lui e la salvezza che ci offre quando ammettiamo i nostri errori e la nostra incapacità di salvarci e di risolvere i nostri problemi, quando riconosciamo la nostra incapacità di liberare i nostri cuori dal dolore, dalla tristezza, dall’amarezza e dall’odio che così spesso ci sopraffanno. Ecco perché abbiamo bisogno di Dio e della sua misericordia, del suo amore, del suo perdono. Non possiamo farcela con le nostre sole forze. Non siamo abbastanza forti.
Leggiamo alcuni passi della Bibbia su come trovare la forza. Il primo è dell’apostolo Paolo quando chiese al Signore perché non lo avesse guarito da una certa afflizione. Il Signore gli rispose: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si manifesta pienamente nella tua debolezza». Paolo continua: «Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze. […] Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte» (2 Corinzi 12:9-10), perché allora la sua forza può operare attraverso la mia debolezza.
Il secondo passo si trova in Isaia. «Non lo sai? Non lo hai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile.
Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato.
I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano» (Isaia 40:28-31).
Qui vediamo l’importanza di trascorrere del tempo con il Signore per rinnovare le nostre forze, per ricaricare le nostre batterie. Ricarichiamo il nostro spirito in quei momenti di quiete che dedichiamo a stare con Dio e con i nostri pensieri. Possiamo dedicare del tempo alla lettura della Parola di Dio. Possiamo dedicare del tempo alla preghiera e ad aprire il nostro cuore a Dio. Possiamo dedicare del tempo ad ascoltare di Dio. Possiamo dedicare del tempo alla lode, al ringraziamento e al canto, adorando Dio per la sua bontà verso i figli degli uomini. Possiamo dedicare del tempo alla comunione con i nostri fratelli nella fede.
L’ultimo passo è tratto dalle parole di Gesù stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo per le anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero» (Matteo 11:28-30). Dobbiamo rivolgerci a Gesù, ogni giorno e durante tutto il giorno, con i nostri problemi e le nostre preoccupazioni e Lui ci darà la tranquillità e il riposo nello spirito di cui abbiamo bisogno.
Dio desidera ardentemente rafforzarci. Desidera ardentemente aiutarci. Chiede a ciascuno di noi di avvicinarci a Lui. Attraverso Gesù possiamo riconciliarci con Dio e avvicinarci al suo cuore amorevole.
L’apostolo Pietro ci esorta ad avvicinarci a Dio affinché possiamo condividere la sua natura divina. «Grazia e pace vi siano moltiplicate nella conoscenza di Dio e di Gesù, il nostro Signore. La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina, dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza» (2 Pietro 1:2–4).
Dobbiamo mantenere la visione celeste. I primi discepoli e i primi padri della fede riuscirono a superare le difficoltà perché la loro attenzione era rivolta al regno eterno di Dio. Si aggrapparono alle promesse di Dio. «Ma ora desiderano una patria migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poiché ha preparato per loro una città» (Ebrei 11:16). Continuarono a guardare Gesù. «Fissando lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della loro fede» (Ebrei 12:2). Mantennero gli occhi fissi su Gesù e sulla città celeste.
Grazie a Gesù troviamo la misericordia, l’amore, il perdono e la pace di Dio. Grazie a Gesù otteniamo la vita eterna in cielo, dove Dio asciugherà tutte le nostre lacrime e non ci saranno più morte, dolore o pianto, né ci sarà più alcun dolore (Apocalisse 21:4) né ci saranno più guerre. Sì, proprio così, non ci saranno più guerre. «Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra» (Isaia 2:4).
Pubblicato originariamente sull’Ancora in inglese il 16 giugno 2022.