Il vangelo della salvezza

Dicembre 16, 2022

Compilazione

[The Gospel of Salvation]

Le Scritture “possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù”, scrisse Paolo.1 Visto che il loro scopo (o lo scopo del loro autore divino che parlò e parla attraverso di esse) è portarci alla salvezza, e dato che la salvezza è in Cristo, esse ci indirizzano a Cristo, come abbiamo visto. Il loro obiettivo di indirizzarci a Cristo, però, non è semplicemente che dovremmo sapere qualcosa di Lui e comprenderlo e nemmeno che dovremmo amarlo, ma che dovremmo riporre la nostra fiducia in Lui. Le Scritture danno testimonianza di Cristo, non per soddisfare la nostra curiosità, ma per creare in noi una risposta di fede.

Ci sono molte cose incomprese riguardo alla fede. È comunemente ritenuta un salto nel buio, totalmente incompatibile con la ragione. Non è così. La vera fede non è mai irragionevole, perché il suo obiettivo è sempre degno di fiducia. Quando noi esseri umani ci fidiamo gli uni degli altri, la ragionevolezza della nostra fiducia dipende dalla relativa affidabilità delle persone interessate. La Bibbia rende testimonianza all’assoluta affidabilità di Gesù Cristo. Ci dice chi Lui è e che cosa ha fatto; la prova che ci fornisce sulla sua persona ineguagliabile e sulla sua opera è molto convincente.

Quando diventiamo familiari con la testimonianza biblica di questo Cristo – profonda ma semplice, variata ma unanime – e quando sentiamo il suo impatto, Dio crea in noi la fede. Accettiamo la testimonianza. Crediamo. È ciò che intendeva dire Paolo quando scrisse: “La fede dipende dall'ascolto della predicazione, ma l'ascolto è possibile se c'è chi predica Cristo”.2[...]

L’intera Bibbia è un vangelo di salvezza e il vangelo è “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”.3 Così punta le sue molte dita infallibilmente a Cristo, così che chi la legge lo vedrà, crederà in Lui e sarà salvato.

L’apostolo Giovanni scrive qualcosa di molto simile alla fine del suo Vangelo. Ha riportato solo una selezione dei segni di Gesù, dice, perché Lui ne operò molti altri. Poi prosegue: “Ma questi sono stati scritti affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome”.4

Giovanni vede lo scopo ultimo delle Scritture (“ciò che è stato scritto”) proprio come lo vede Paolo. Giovanni la chiama “vita”, Paolo la chiama “salvezza”, ma le parole son praticamente dei sinonimi. Entrambi gli apostoli poi concordano che questa vita o salvezza è in Cristo e che per riceverla dobbiamo credere in Lui. Entrambi presentano la stessa sequenza di passi: Scritture – Cristo – fede – salvezza. Le Scritture testimoniano di Cristo per evocare fede in Cristo, per portare la vita al credente. La conclusione è semplice. Ogni qualvolta leggiamo la Bibbia, dobbiamo cercare Cristo. E dobbiamo continuare a cercare finché troveremo e così crederemo. —John Stott5

Vedere Cristo in tutte le Scritture

È appropriato che alla fine del vangelo di Luca,6 questi riferisca dell’interazione di Gesù con un paio dei suoi discepoli che camminavano sulla via di Emmaus.

Gesù, il Messia, era stato crocifisso e i discepoli sono perplessi, incapaci di mettere insieme le cose. Com’è che il Salvatore è appena morto? Ma ecco che arriva Gesù, dissimulato come lo è stato in tutte le Scritture, e apre i loro occhi perché vedano che la totalità delle Scritture in realtà parla di Lui:

Allora egli disse loro: «O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.7

Luca racconta che “il cuore ardeva dentro di loro”8 mentre le loro menti si aprivano.

Luca ci rivela un fatto importante: Conoscere il piano divino e il dono della salvezza è profondamente radicato nella conoscenza di tutta la storia. La buona notizia non risiede solo nella seconda parte della Bibbia, il Nuovo Testamento. L’intera storia della Bibbia riguarda una persona, un piano, un obiettivo. Quella persona è Gesù, quel piano è la redenzione, quell’obiettivo è la gloria di Dio. È davvero una trama piuttosto semplice.

Quando leggiamo le Scritture, dobbiamo cercare di vedere come il testo si riferisce o ci indirizza a Cristo. [...] La Bibbia è un libro eclettico. È formato da libri di storia, poesie, saggezza, canzoni, profezie e racconti approfonditi. Se la leggi solo in parte, potresti perderti un bel po’ di ciò che Dio vuole insegnarti. Se ti soffermi solo sulle tue parti preferite, ti perderai la completezza della storia.

Il punto di un gruppo tanto diversificato di generi e prospettive è di coinvolgerti con un Dio che non è normale. Non è nemmeno di routine; né gli interessa darci semplicemente un elenco di regole e regolamenti da seguire senza passione o desiderio.

Lui desidera coinvolgersi con te, impegnarsi con te e camminare con te. Così, avvicinati alla Bibbia ansioso di vedere com’è fatto Dio; e, sapendo che Dio è esattamente come Gesù, forse potrai cominciare a vedere la Bibbia con occhi nuovi. Quando capisci che Dio ci ha indirizzati a Gesù fin dall’inizio, il tuo studio della Bibbia diventa un’avventura completamente nuova. —Tom Hudzina9

L’adempimento delle promesse divine sulla salvezza

Nei vangeli ci sono oltre settanta menzioni al “regno di Dio” e al “regno dei cieli”. Gli ebrei del primo secolo lo interpretarono con il fatto che Gesù avrebbe guidato un movimento che avrebbe sconfitto i Romani e portato tutte le benedizioni di cui Dio aveva parlato nel Vecchio Testamento. Da ciò che raccontano i vangeli, sembra che anche alcuni dei discepoli la pensassero così.

Ma quello non era assolutamente il piano divino. L’adempimento della promessa divina che la salvezza sarebbe giunta al resto del mondo attraverso Israele doveva avvenire in maniera del tutto inaspettata. Sarebbe arrivata attraverso il sacrificio di Gesù sulla croce. Il loro messia sarebbe sembrato un fallito, uno che aveva fatto grandi promesse ma aveva finito con l’essere giustiziato dalle autorità. Questo “messia fallito”, però, risorse dai morti e non morì più; così facendo sconfisse la morte. Prima di allora nessuno era mai morto e risorto per non morire più. Alcuni che erano risorti, come Lazzaro, alla fine erano morti lo stesso. Ma non Gesù. Con Gesù, Dio fece una cosa completamente nuova.

Tutto ciò che nelle Scritture aveva predetto la salvezza del mondo arrivò al suo culmine attraverso questi avvenimenti. Ci fu un cambiamento fondamentale che introdusse un’epoca nuova, nota come “gli ultimi giorni”; un’epoca che cominciò con la resurrezione di Gesù e terminerà con il suo ritorno, quando la vittoria sopra la morte sarà completata e chi avrà scelto di essere suo risorgerà nel corpo e nello spirito.

La morte e la resurrezione di Gesù adempirono le promesse e i patti contenuti nelle scritture ebraiche e così facendo cambiarono tutto! Con la sua morte e la sua resurrezione, il tempio non era più necessario, perché i peccati non sarebbero più stati perdonati annualmente mediante sacrifici materiali, ma eternamente, in modo definitivo, attraverso il sacrificio della morte di Gesù. Il tempio non era più il luogo della dimora di Dio, perché, dopo la Pentecoste, Dio Spirito Santo dimorava nei credenti.

La porta che era stata chiusa dopo il peccato di Adamo ora era riaperta. La separazione non esisteva più. L’opportunità di entrare a far parte della famiglia di Dio ora è disponibile a tutti. L’umanità ha ricevuto il diritto di diventare figli e figlie di Dio mediante Gesù.10 Lo Spirito Santo dimora in chiunque riceva Gesù, e gli dona potenza.

Noi, come membri della famiglia di Dio e suoi figli adottivi,11 abbiamo un ruolo nella grande storia divina, nel suo amore per l’umanità e per la sua creazione; perché siamo chiamati a raccontare questa storia a chi non l’ha sentita o non la capisce e ha difficoltà a crederci. Siamo ambasciatori di Cristo, abbiamo un rapporto personale con Dio e l’incarico affidatoci da Gesù stesso è di trasmettere il messaggio, raccontare la storia, far sapere agli altri che possono anch’essi far parte della famiglia di Dio. Possono far parte del regno di Dio, della sua nuova creazione. I loro peccati possono essere perdonati, tutto gratuitamente, dato che il prezzo del loro ingresso nella famiglia di Dio è già stato pagato. Devono solo chiederlo. —Peter Amsterdam

Pubblicato sull’Ancora in inglese il 23 agosto 2022.


1 2 Timoteo 3,15.

2 Romani 10,17 TILC.

3 Romani 1,16.

4 Giovanni 20,31.

5 John Stott, Understanding the Bible, Scripture Union, 1978.

6 Luca 24.

7 Luca 24,25–27 NIV.

8 Luca 24,32.

9 https://www.cru.org/us/en/train-and-grow/spiritual-growth/seeing-christ-in-all-of-scripture.html.

10 Giovanni 1,12.

11 Galati 4,4–7.

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