L’amore di Dio per tutta l’umanità

Novembre 9, 2022

Compilazione

[God’s Love for All Humankind]

Gesù passò una quantità di tempo sproporzionata con persone descritte nei vangeli come poveri, ciechi, zoppi, lebbrosi, affamati, peccatori, prostitute, esattori delle tasse, perseguitati, oppressi, prigionieri, posseduti da spiriti impuri, tutti quelli che sono affaticati e oppressi, il popolino che non sapeva niente della legge, le folle, i piccoli, i minimi, gli ultimi e le pecore perdute della casa di Israele.

In breve, Gesù stava in compagnia di straccioni.

Ovviamente il suo amore per i falliti e i nessuno non era un amore esclusivo; ciò avrebbe semplicemente sostituito un pregiudizio di classe con un altro. Trattava con calore e compassione le persone appartenenti alla classi media e alta, non a causa dei loro legami familiari, della loro influenza economica, intelligenza o posizione sociale, ma perché anche loro erano figli di Dio.

Anche se nei Vangeli il termine “poveri” include gli economicamente svantaggiati e tutti gli oppressi che dipendono dalla misericordia degli altri, esso si estende anche a tutti quelli che si affidano interamente alla misericordia di Dio e accettano il vangelo della grazia: i poveri in spirito.1 La preferenza di Gesù per la gente comune e la sua parzialità nei confronti degli straccioni è un fatto irrefutabile della narrativa evangelica. […]

Nella sua risposta alla domanda dei discepoli su chi fosse il più grande nel regno dei cieli,2 Gesù abolì qualunque distinzione tra l’élite e la gente comune nella comunità cristiana. Così chiamò un bambino e lo fece sedere in mezzo a loro. Poi disse: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli”.3[…]

Per un discepolo di Gesù, “diventare come un bambino” significa essere disposti ad accettare di contare poco ed essere considerato privo d’importanza. Il bambino che è l’immagine del regno è un simbolo di chi occupa i posti più umili nella società, i poveri e gli oppressi, i mendicanti, le prostitute e gli esattori delle tasse: le persone che Gesù spesso chiamava i “piccoli” o i “minimi”. […]

Gesù dimostrava ritualmente la sua conoscenza dell’amore indiscriminato di Abbà, un amore che faceva sorgere il suo sole sui malvagi come sui buoni, che faceva cadere la sua pioggia allo stesso modo sugli onesti e sui disonesti.4 L’inclusione dei peccatori nella comunità della salvezza, simboleggiata nella tavolata in compagnia, è l’espressione più drammatica del vangelo degli straccioni e dell’amore misericordioso del Dio redentore.

Se Gesù questa sera apparisse nella tua sala da pranzo sapendo tutto quello che sei e che non sei, con la comprensione totale della storia della tua vita e di ogni scheletro nascosto nel tuo armadio; se esponesse lo stato reale del tuo discepolato attuale con i tuoi secondi fini, i tuoi motivi equivoci e i desideri oscuri sepolti nella tua psiche, sentiresti la sua accettazione e il suo perdono. —Brennan Manning5

L’amore di Dio per ogni essere umano

Dio accorda il suo amore a tutti gli esseri umani. Dio li amò fin da quando li creò. Qualunque sia la loro relazione con Lui, li ama. Potrebbero non credere nella sua esistenza; potrebbero credere che esiste, ma odiarlo; potrebbero non voler avere nulla a che fare con Lui; nonostante tutto, Lui li ama. Accorda loro il suo amore, la sua bontà e la sua premura perché fanno parte dell’umanità. Gli esseri umani furono creati a immagine di Dio. Lui ama ognuno di noi individualmente e il suo amore per noi si traduce in azioni amorevoli da parte sua: il modo in cui si prende cura di tutta l’umanità e la benedice.

“Tu percorri la terra e la irrighi, la fai produrre abbondantemente. I ruscelli di Dio sono pieni d'acqua; tu procuri agli uomini il grano, quando prepari così la terra; tu irrighi i suoi solchi, ne pareggi le zolle, l'ammorbidisci con le piogge, ne benedici i germogli. Tu coroni l'annata con i tuoi benefici, e dove passa il tuo carro stilla il grasso. Esso stilla sui pascoli del deserto, e i colli sono adorni di gioia. I pascoli si rivestono di greggi e le valli si coprono di frumento; essi prorompono in grida di gioia e cantano”.6

Quando Gesù disse ai suoi discepoli di amare i loro nemici, disse che così facendo avrebbero imitato l’amore divino, perché Dio mostra amore a tutti ed è buono con tutti, anche con gli ingrati e i malvagi.7 Fa sorgere il suo sole e cadere la sua pioggia su tutti. L’amore di Dio e le sue azioni amorevoli si manifestano a tutti, qualunque sia il loro standard morale.

“Voi avete udito che fu detto: ‘Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico’. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”.8

Gesù espresse l’amore di Dio verso tutti anche quando fece notare che, se si prende cura degli uccelli dell’aria e dell’erba dei campi, certamente si prenderà cura delle persone, perché valgono più degli uccelli.9Peter Amsterdam

La verità fondamentale

Il fatto che Dio sia amore è la verità fondamentale che lo descrive. L’amore è il suo nucleo, la sua vera essenza. Tutto ciò che Dio fa rispecchia il suo amore e da esso dipende. L’amore, comunque non definisce Dio; è il carattere di Dio a definire l’amore.

Dio esprime il suo amore per l’umanità in tre modi diversi. Il primo è il suo amore comune, meglio descritto da quel bel versetto nel Vangelo di Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”.10 Dio accorda il suo amore a tutti, si cura di ognuno di noi senza favoritismi. Anche se desidera che tutti si avvicinino a Lui per essere salvati, spande la sua benedizione e la sua provvidenza anche su quelli che non si sono ancora rivolti a Lui.

Dall’amore comune di Dio nasce il suo amore del patto, offerto al popolo che ha separato per i suoi propositi. Nell’Antico Testamento era la nazione d’Israele. Dio non amava gli Israeliti perché fossero migliori moralmente o perché erano il popolo che aveva scelto per portare nel mondo il Messia, ma per il semplice motivo che Dio è amore. Questo amore del patto per il suo popolo si estende fino al Nuovo Testamento per la sua chiesa e continuerà fino al termine di questa epoca, in cui ogni persona che accetta Gesù come suo Signore e Salvatore è partecipe dell’amore del patto di Dio.

Dall’amore del patto nasce il suo amore incentrato, che è quello di cui facciamo esperienza individualmente quando instauriamo un rapporto con Dio. La nostra esperienza personale dell’amore divino è soggetta all’amore che gli diamo in cambio. Vediamo la prova della nostra esperienza personale dell’amore di Dio in Matteo 22,37, quando Gesù disse: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Ciò significa che tutto quello che facciamo, tutto quello che amiamo, tutto quello cui dedichiamo la nostra energia e ogni ambizione che abbiamo, dirà, in qualche modo: “Dio, ti amo”. È una relazione reciproca in cui l’amore incentrato di Dio nei nostri confronti diventa il mezzo per cui il suo amore scorre attraverso di noi per beneficiare gli altri.

Gesù rinunciò a tutto per venire sulla terra e abbandonò la sua gloria celeste per morire come un uomo per i nostri peccati, per restaurare il nostro rapporto spezzato con Dio. Soprattutto, l’amore comune di Dio per il mondo e i suoi abitanti, il suo amore del patto per chi è in Cristo e il suo amore incentrato per ognuno di noi individualmente si manifestano sommamente nella croce di Cristo. —Brett McBride

Pubblicato sull’Ancora in inglese il 13 aprile 2021.


1 Matteo 5,3.

2 Matteo 18.

3 Matteo 18,2–4 NR.

4 Vedi Matteo 5,45.

5 Brennan Manning, The Ragamuffin Gospel (Multnomah, 2005).

6 Salmi 65,9–13.

7 Luca 6,35–36.

8 Matteo 5,43–45.

9 Matteo 6,26–30.

10 Giovanni 3,16.

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