La vera prosperità

Gennaio 25, 2021

Compilazione

[True Prosperity]

“Infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo — dice il Signore — progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza”.1

C’è una scuola di pensiero “cristiano” che vede questo versetto come un caso semplicissimo della determinazione della volontà di Dio per ogni individuo. Questa linea di pensiero vede una promessa di prosperità in tutti gli aspetti della vita — prosperità nella salute, nella situazione finanziaria, nella carriera — più prosperità di quanto si possa contare. Verissimo, questo versetto promette davvero prosperità. È nei piani del Signore farvi prosperare e non causarvi danno; a causa di questo piano irremovibile, possiamo sperare nel futuro.

Bene, allora Dio ci promette prosperità… ma aspettate un momento.

Faremmo bene a ricordare che questo versetto faceva parte di una lettera che il profeta Geremia aveva scritto agli Israeliti in esilio. Erano persone che avevano sopportato l’assedio della loro città, avevano testimoniato la distruzione del tempio e in quel momento vivevano sotto il governo di un re straniero in un paese straniero. E la maggior parte di quelli che ascoltarono queste parole, se non tutti, sarebbero morti nelle stesse condizioni in cui si trovavano in quel momento: “Quando settant’anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare in questo luogo”.2

Settant’anni. Non esattamente da un giorno all’altro. Sette decenni di deportazione. Sette decenni senza un’identità nazionale. Sette decenni di oppressione straniera. Così, sì, Israeliti, Dio ci farà prosperare, ma non ancora.

Come cristiani post-risurrezione, anche noi affrontiamo gran parte della stessa dinamica oggi. Per quanto desideriamo credere che la prosperità di Dio sia una realtà coniugata al presente, dobbiamo vivere i nostri settant’anni. Settant’anni di cancro. Settant’anni di persecuzione (in alcune parti del mondo). Settant’anni di una vita seguendo i valori di un regno eterno in una cultura ostile. Settant’anni da esiliati. E chissà a cosa equivalgono quei settant’anni nel nostro caso. Potrebbero finire domani, oppure anche noi potremmo vivere e morire in questo paese straniero senza vedere la vera prosperità del Signore avverarsi al ritorno di Gesù. […]

Quando terminerà la nostra deportazione? Quando tornerà Gesù; quando ci sentiremo coinvolti nella risurrezione iniziata da Gesù con la sua stessa risurrezione. Allora sapremo cos’è la vera prosperità. Nel frattempo, però, dobbiamo cercare quel regno in mezzo a questo mondo. Dobbiamo vivere con valori e ideali contrari in mezzo a questo territorio ostile. La motivazione per fare quel tipo di vita è il fatto che Dio ci farà davvero prosperare. Forse non oggi, forse non domani… ma la prosperità del Signore arriverà, proprio come è arrivata. E si chiama Gesù. —Michael Kelley3

Il destino di un cristiano

Qual è il destino di un cristiano? La gloria eterna. Non si trova la vera prosperità in questo mondo, con le sue ricchezze e la sua gloria, ma nella gloria eterna e imperitura che è nostra in Gesù Cristo. […]

Quando ci chiedono chi è un uomo di successo, di solito diciamo che è l’uomo che ha più soldi. Secondo questa definizione del mondo occidentale, Gesù e i suoi apostoli non ebbero successo. Anche i cristiani sono tentati di accettare questa falsa definizione. Per queste persone, la fede nel vangelo è vista come un modo per arrivare ad avere un sacco di soldi.

1 Pietro, però, ci dà una visione diversa della vita dei cristiani nel mondo. I cristiani sono visti come stranieri e forestieri che subiranno prove di fuoco destinate a purificare la loro, la nostra, fede. Ci viene detto che non solo il mondo è contro di noi, ma anche che abbiamo un avversario, il diavolo, che vuole divorarci. Questa lettera ci dice che non dobbiamo sperare in questo mondo, ma in Gesù Cristo, che verrà a consegnarci un’eredità che non morirà, non si guasterà né svanirà mai.

Il destino del cristiano non è nelle ricchezze di questo mondo. Abbiamo la promessa della sofferenza in questa vita, ma della gloria eterna nella prossima; l’apostolo Pietro ci indica la via di questa vera prosperità, di questa vera gloria, in 1 Pietro 5. La strada della gloria e di una prosperità duratura non è la strada dell’autonomia e dell’esaltazione di se stessi; al contrario è la strada della sottomissione al regno di Dio, al governo di Dio. […] È la strada nuova e viva che lo stesso Gesù ha pionierizzato.

Lui era Dio, ma si è umiliato, si è fatto uomo ed è diventato ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha sovranamente innalzato, come leggiamo in Filippesi 2,6-11. […] Il nostro destino è una gloria eterna e imperitura in Gesù Cristo. […]

Se facciamo parte del popolo di Dio, Lui ha un progetto per noi. Non è un progetto per danneggiarci, ma per farci prosperare. La Bibbia dice che il nostro innalzamento non viene né dall’oriente né dall’occidente né dal mezzogiorno, ma da Dio. Anzi, noi veniamo innalzati anche adesso, perché in 1 Pietro 4,14 leggiamo che “lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su di voi”. Quando soffriamo e proviamo dolore, c’è qualcosa che riposa su di noi: lo Spirito di gloria, lo spirito di Dio. Siamo destinati alla gloria.

Dio ci aiuti a scegliere la strada dell’umiltà, quella scelta da suo Figlio, affinché possiamo ottenere la vera prosperità della gloria eterna che è il meraviglioso piano che Dio ha scelto per la nostra vita. —P. G. Mathew4

Gli interessi primari di Dio

Le vie di Dio non sono le vie dell’uomo; le sue vie sono al di sopra delle nostre vie. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le sue vie più alte delle nostre vie e i suoi pensieri più alti dei nostri pensieri.5 Dio è più interessato alla gente che al denaro. È più interessato alle anime che alle entrate. È più interessato alla vostra salvezza e alla vostra utilità che alla semplice prosperità di qualche specie d’impresa commerciale del mondo.

La Parola di Dio e le sue garanzie non hanno restrizioni, non hanno limitazioni né requisiti tranne la nostra fede. Egli non è legato da tempo né spazio né terra né luogo. “In perpetuo la sua Parola è stabile nei Cieli” e le sue promesse sono eterne.6 Il nostro futuro è radioso quanto le promesse di Dio, senza badare a dove o quando, fintanto che gli obbediamo e confidiamo in Lui.

Parecchie volte abbiamo fatto cose contrarie alle aspettative naturali perché sapevamo che era la volontà di Dio ed era un bene per noi, per il suo lavoro, per le anime perdute e per il Vangelo, affinché venisse predicato in tutto il mondo, anche se sembrava che ci sarebbe costato molto sforzo, tempo, denaro e perfino manodopera.

Quando mio padre e mia madre erano giovani e molto nuovi nel servizio del Signore, furono costretti a fuoriuscire dalla loro denominazione e dal loro lavoro come pastori, comodo e sicuro, per obbedire al Signore e predicare la verità che la loro chiesa proibiva loro di predicare. Sembrava ridicolo che rinunciassero alla loro carriera e alla loro vita in quella particolare denominazione che lo stesso padre di mia madre aveva contribuito a fondare e in cui sembravano sicuri, con la garanzia di un ruolo da pastori e un reddito ragionevole.

Ma poiché, dopo la sua miracolosa guarigione, quella denominazione le proibì di predicare la guarigione per fede, lei rifiutò di continuare a farne parte. Insieme si lanciarono fuori per fede, con tre bambini piccoli, semplicemente confidando in Dio che li guidasse, li dirigesse e si prendesse cura di loro, ed Egli non venne mai meno! Anzi, diede loro un ministero più grande di quanto si sarebbero potuti sognare, o di quanto sarebbe stato possibile nella loro denominazione all’antica.

Dio ci aiuti ad avere la fede di credere a Lui e alle sue garanzie! Poiché confidiamo in Lui, gli obbediamo e crediamo alle garanzie che ci ha dato nella sua Parola, Lui supplirà a ogni nostro bisogno secondo le sue ricchezze con gloria.7 Dio non verrà mai meno, Gesù non viene mai meno! —David Brandt Berg

Pubblicato sull’Ancora in inglese il 14 aprile 2020.


1 Geremia 29,11 CEI.

2 Geremia 29,10.

3 http://michaelkelley.co/2019/03/god-promises-prosperity-but-not-yet.

4 https://gracevalley.org/sermon/the-way-to-true-prosperity.

5 Isaia 55,8–9.

6 Salmi 119,89.

7 Filippesi 4,19.

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