Un’esaltazione del suo splendido piano

Febbraio 5, 2016

Compilazione

[Celebrating His Unique Plan]

Nel suo discorso ai filosofi ateniesi l’apostolo Paolo fece un’affermazione precisa sul piano divino per tutte le epoche: “Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lontano da ciascuno di noi”.[1]

Paolo dice che ogni popolo e ogni cultura erano presenti nella mente di Dio prima che li creasse e desse loro dei territori sul pianeta. Dio ha posto ognuno di noi in una razza particolare, tuttavia Paolo ci ricorda che Lui è vicino a ognuno di noi non solo come parte della nostra razza, ma anche come individuo. La certezza che Dio ha progettato la vera essenza della mia personalità, che sono nato e sono stato formato per uno scopo preciso secondo il suo piano divino e che Lui mi è vicino dovunque io sia, è un valido motivo per festeggiare il modo in cui mi ha, per usare un termine moderno, “cablato”. In un vasto mondo pieno di una grande varietà di talenti, è facile dimenticare che Dio si cura personalmente della mia vita.

Spesso penso all’ambiente in cui nacque John Wesley.

Aveva diciannove tra fratelli e sorelle. A sua volta, sua madre Susanna era la venticinquesima nata della famiglia. Come può trovare la risposta all’individualità una persona che è il numero venticinque e mette al mondo altri diciannove figli? Tuttavia, da quando era ancora una giovane madre decise che avrebbe dedicato a ogni figlio o figlia un momento speciale da solo con lei. Stese un piano e lo seguì. Non fu un caso che John avesse imparato fin da piccolo la sua importanza come individuo. Il giorno in cui il suo cuore sentì la vocazione, quella stessa mattina aprì la Bibbia e lesse: “Non sei lontano dal regno”. Una vita… non lontana dal regno. Riconobbe la sua eredità come individuo e come figlio del Re, e aprì il suo cuore a tutto ciò che Dio aveva per lui. […]

Credere che Dio ti abbia creato in maniera unica, che tu sia debole o no, e con un tocco ben distinto, vuol dire festeggiare l’unicità di ogni singola vita. Nella vastità della creazione divina, la tua nascita e la portata delle tue azioni sono qualcosa di unico. Possiamo personalizzare la cosa come il salmista e dire: “Che cosa sono io, perché te ne ricordi?”[2] Ma possiamo aggiungere insieme a lui: “Mi hai intessuto nel grembo di mia madre… sono stato fatto in modo stupendo”.[3]Ravi Zacharias[4]

La forza del singolo

Sappiamo anche che Dio sa tutto di noi come individui. Conosce la nostra natura. Sa di che cosa siamo capaci. Conosce i nostri doni, i nostri talenti, i nostri punti deboli e quelli forti. Nonostante quello che possiamo pensare di noi stessi o delle nostre mancanze, Lui ci ha scelto per la sua squadra! È sicuro che, con la sua forza, abbiamo le doti necessarie a svolgere il ruolo che ci ha affidato.

Quando riusciamo a vederci dal punto di vista divino, non possiamo che avere un sano rispetto per noi stessi. Come figli di Dio, siamo preziosi. Come Cristiani, siamo i suoi rappresentanti, i portatori della sua verità e del suo messaggio. Questo ci rende piuttosto importanti! Quindi, non screditare te stesso e non privarti della fede di fare quello che ti ha chiesto. Sei fatto a immagine di Dio. Sei salvo. Dio ti ama così tanto che ha lasciato che suo Figlio morisse per te, quindi devi essere piuttosto importante. Dio ti ama in modo completo e perfetto. Lo Spirito Santo dimora in te. È una cosa fantastica!

Il vero valore della “forza del singolo” è la forza di Colui che ci ha creato, ci ha redento e ora ci chiede di glorificarlo con la nostra vita.

Dio ha creato ognuno di noi come persona unica. Non esiste nessun altro al mondo fatto come te, esattamente con le stesse esperienze, conoscenze, preferenze o capacità. Il Signore ti ha creato per essere così come sei. Dio voleva che tu scoprissi i talenti e le capacità naturali di cui ti ha dotato, affinché li raffinassi e li usassi per il tuo bene e la tua felicità, oltre che per contribuire al bene e alla felicità degli altri.

Ognuno di noi, come Cristiano, è chiamato da Dio a portare un frutto che rimanga. Ciò significa che ognuno di noi può mettere in tavola qualcosa di buono e di vantaggioso. I nostri doni e talenti naturali, il modo in cui Dio ci ha fatto, possono essere usati da Lui, innanzi tutto per portare frutto nel nostro viaggio nella vita e secondariamente per portare frutto nel condurre altri a Lui.

Quando il cuore e la vita di una persona cambiano perché conosce e accetta Gesù, a sua volta essa viene chiamata a seguirlo e a condividere con gli altri la buona notizia della salvezza. La conseguenza logica di questo è che Dio vuole usare in qualche modo i talenti, le capacità e i punti forti di ognuno di noi per la missione di cambiare il mondo.

Ognuno di noi può contribuire al cambiamento necessario nel suo mondo, vivendo la sua vita come un riflesso di Gesù, lasciando brillare lo Spirito Santo dentro di sé e condividendo il Vangelo con gli altri. Ognuno di noi ha il potere di influenzare in maniera positiva la vita della gente, ma per farlo dobbiamo usare deliberatamente i nostri doni e i nostri talenti, perfino la nostra personalità, insieme al nostro tempo e alle nostre energie, per la gloria di Dio.

Dio vuole usare te e i tuoi doni come espressione unica del suo amore per l’umanità.

Quando ti doni a Dio, Lui ti rende una creatura nuova, ma vuole che tu rimanga te stesso — quello che Lui ha immaginato quando ti ha creato. Lui non scarta né cambia il talento grezzo che ha messo dentro di te quando ti ha creato. Come disse C. S. Lewis: “Più lasciamo che Dio prenda controllo di noi, più diventiamo veramente noi stessi, perché è Lui che ci ha creato”.

Dio ha fatto gente d’ogni tipo e non esiste un unico “tipo” di persona più efficiente di tutti nel raggiungere gli altri per Gesù, o nel fare la differenza nel mondo come Dio desidera. Buckminster Fuller disse:

Non dimenticare che sei unico nel tuo genere. Non dimenticare che se non ci fosse alcuna necessità di te su questa terra, con tutta la tua unicità, non saresti nemmeno qui. E non dimenticare, che per quanto le difficoltà e i problemi della vita possano sembrare immensi, una persona può fare la differenza nel mondo. Anzi, è sempre a causa di una persona che nel mondo avvengono tutti i cambiamenti che contano. Così, sii quella persona”.

E questo è ancora più vero quando lavori in tandem con il Dio dell’universo!

A volte abbiamo la tentazione di disperarci, ritenendo che non ci sia tempo a sufficienza per realizzare quella che sentiamo essere la volontà divina nella nostra vita. Spesso siamo impazienti e vogliamo raggiungere più in fretta i nostri obiettivi. Ma solitamente Dio non ha fretta. Possiamo consolarci sapendo che Dio ci dà sempre il tempo più che sufficiente per fare la sua volontà.

Dio ha un ruolo per ognuno di noi da svolgere nell’edificazione del suo regno sulla terra. Se ti sembra che oggi nella tua vita ci siano poche possibilità di servizio, forse sei in un periodo di preparazione — nell’officina di Dio, per così dire, dove ti sta modellando con lo strumento della pazienza, mentre dimostri la tua fedeltà nelle cose apparentemente piccole e mondane della vita. Se ti sembra che la tua vita non offra sfoghi per un servizio di qualche valore, lasciati incoraggiare da questo pensiero di A. B. Simpson: “Dio sta preparando i suoi eroi. Quando se ne presenterà l’opportunità, potrà inserirli in un attimo nel posto giusto. E il mondo si chiederà da dove siano venuti”.

Dio ti chiama a far parte del suo grande piano per cambiare il mondo, un cuore alla volta. E ognuno di noi può farne parte. Quando mettiamo in pratica la “forza del singolo”, altri arriveranno a conoscere Gesù. E la loro “forza del singolo” a sua volta raggiungerà altri. —Peter Amsterdam

*

Sono solo una persona, ma sono pur sempre una. Non posso fare tutto, ma posso comunque fare qualcosa; e poiché non posso fare tutto, non rifiuterò di fare quello che posso. —Helen Keller[5]

Pubblicato sull’Ancora in Inglese il 10 novembre 2015.


[1] Atti 17,26–27.

[2] Vedi Salmi 8,4.

[3] Salmi 139,13–14.

[4] Recapture the Wonder (Nashville: Thomas Nelson, 2005).

[5] Spesso attribuito a Helen Keller, ma l’autore potrebbe essere Edward Everertt Hale.

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